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MotoGP, Fabio Di Giannantonio può vincere il Mondiale? Lui è il cavallo su cui Ducati può e deve puntare per il titolo 2026
Certo che Ducati vive una situazione davvero anomala e assolutamente imprevedibile. A oggi, 18 maggio 2026, il cavallo su cui puntare per il titolo iridato è Fabio Di Giannantonio. Non certo il purosangue dal pedigree più pregiato in Scuderia, ma il passato e i certificati (in questo metaforici) stanno a zero di fronte ai fatti.
Questi dicono che Marc Marquez, dominatore incontrastato del 2025, ha 85 punti di ritardo da chi comanda la classifica generale. Non è un gap eccessivo, in linea teorica può ancora essere colmato, con sedici gare ancora da disputare. Almeno per il vero MM93, che quest’anno non si è ancora visto. Azzoppato dagli infortuni, lo spagnolo al momento non sa neppure quando potrà tornare in azione.
Il fratello Alex, rivelazione del 2025 e vice-campione con margine sul resto del gruppo, non è messo molto meglio sul piano aritmetico (-75). Soprattutto, non ha il talento dell’hermano mayor e può andare ad accendere un cero alla Madonna, o a qualsiasi entità sia devoto. Ieri non era la sua ora. Fortuna o destino, va ritenuto un miracolato, perché l’incidente è stato agghiacciante.
Francesco Bagnaia, il purosangue originario, cresciuto e coccolato da Ducati, ma successivamente relegato in un angolo delle Scuderie di Borgo Panigale dall’arrivo del Tuono di Cervera vale più di quanto dica la sua posizione in classifica generale. Eppure, sembra mancargli il quid per emergere, quello avuto sino al 2024. Dall’anno scorso, il suo rendimento è sceso di un gradino e non è più risalito.
Fermin Aldeguer, il puledro più rinomato della Scuderia, ha avuto un grave infortunio in inverno e sinora ne è stato fortemente condizionato. Riguardo Franco Morbidelli è doveroso appellarsi al detto popolare. “Se non si può parlare bene di qualcuno, allora non parlarne affatto”.
Fabio Di Giannantonio, dal canto suo, sta invece disputando la miglior stagione della carriera. Non è mai uscito dai primi sei alla domenica, ed è l’unico insieme a Marco Bezzecchi a poter vantare la medesima solidità di rendimento. Ha sempre raccolto il massimo dalle sue potenzialità, senza avere alcuna defaillance. Il profilo è quello di un centauro granitico, dote che può fare la differenza sul lungo periodo.
Finora è sempre rimasto un passo indietro rispetto a tanti altri, ma è sempre rimasto in una delle prime file. Soprattutto, non va dimenticato come la competitività di Ducati a inizio anno fosse deficitaria rispetto a quella di Aprilia. Non è detto che tali rapporti di forza restino i medesimi nel prossimo futuro. Se la Desmosedici dovesse riprendere il sopravvento, allora il romano potrebbe trovarsi di fronte alla proverbiale “occasione della vita”.
Può essere lui il Campione del Mondo 2026? Non si dovrebbe rispondere a una domanda con un’altra domanda, ma in questo caso la risposta sarebbe “Perché no?”. Cosa manca a questo Di Giannantonio per vincere il titolo? Solidità, fiducia e convinzione sono dalla sua parte. È un Mondiale strano, quello di quest’anno. Per questo ci si può aspettare quanto era inaspettato solo tre mesi orsono.