Roland Garros
Monaco su Sinner: “Da almeno un anno e mezzo vive con la paura che possa arrivare un malessere: il problema c’è”
Nella puntata di TennisMania andata in onda sul canale YouTube di OA Sport, condotta da Dario Puppo, ha preso la parola Guido Monaco, giornalista di Eurosport, che ha commentato quanto accaduto al Roland Garros nel match tra Jannik Sinner e Juan Manuel Cerundolo.
Le polemiche circa il comportamento dell’allenatore dell’argentino: “Cerundolo non è stato scorretto, anzi, è stato veramente perfetto nel gestire una situazione non sempre così facile sia lato gioco sia dal punto di vista del comportamento, ineccepibile. Prieto, il suo allenatore, faceva semplicemente il suo lavoro in quel momento. Si è trovato il suo allievo che stava prendendo la stesa prevista e a un certo punto si è aperta una finestra insperata di poter ribaltare la situazione. Ci sono delle regole che dovrebbero valere per tutti. In quel frangente Sinner, che ha gestito molto male quella crisi perché è andato in blackout totale dal 5-1, dialoga con l’arbitro per farsi spiegare le regole. Io avevo la netta sensazione che potesse essere, tra le altre cose, anche un inizio di crampi, perché lui fa questi movimenti con la gamba, eccetera“.
Giusto chiedere il rispetto del regolamento: “Se è un inizio di crampi, il medical timeout l’arbitro non glielo deve dare. Queste sono le regole. Per come la vedo io, lui lì per la prima volta nella sua vita gioca un po’ con le regole, perché i movimenti che fa tirandosi la gamba sono chiaramente dei sintomi di un crampo. La sensazione da fuori è quella che possano esserci dei crampi, tant’è che lui in quel momento la butta un po’ sul dubbio e l’arbitro gli concede il medical timeout, che non cambia poi nulla nella sostanza. Nonostante questi minuti di pausa, Sinner torna a giocare solamente un po’ a sprazzi e con idee molto confuse. Bravo Cerundolo a gestire certe cose. Jannik ha tante palle game, ci sono dei momenti in cui poteva succedere qualcosa. Lui aspetta e non si ritira perché altre volte gli è successo di riprendere un po’ le forze, ma questa volta non è successo. A livello sportivo è un dramma, ma non arriva dal nulla questa cosa”.
Il tracollo è arrivato ad un passo dal successo: “Ne parliamo da mesi di queste avvisaglie che alcuni chiamano panico, altri ipocondria, altri ancora eccessiva preoccupazione. Questa volta cosa cambia però molto rispetto alle altre? 6-3 6-2 5-1. Tu hai un fuoriclasse imbattibile del tennis contro un giocatore normale in quella situazione di punteggio e non riesci a chiudere la partita. Questo è un qualcosa per cui sinceramente nella storia dello sport faccio fatica a trovare un paragone neanche credibile. Non una volta su un milione, questo non era mai successo e non succederà più. Sono veramente scioccato. È vero che il sentore di questo problema ce l’hai già prima e non te lo trovi direttamente sul 5-1, però a quel punto fai qualcosa di diverso. Lui sostanzialmente non gioca più, tranne un punto qua e un punto là, mostrandolo in maniera evidente quel problema. Queste cose possono succedere, però spegnere l’interruttore così, con un vantaggio simile nel punteggio…Chiaramente è umano, lo sappiamo. Non voglio mettere in croce Jannik in nessun modo. Dico che la situazione lui se la portava dietro dalla notte e dal mattino come successo anche a Wimbledon con Medvedev. La polemica del caldo e di giocare a mezzogiorno non è un tema. Lui stesso ha detto che non era una questione di caldo. Rimane un dato. Dal match con Rune a Melbourne 2025 è un anno e mezzo dove cominciamo a contare 6-7-8 episodi in cui lui accusa questi malori/malanni e la sua reazione ha una natura ormai psicologica che io capisco. Faccio più fatica a capire come lui ieri, in quella situazione, non sia riuscito a chiudere una partita che non esisteva. Ne dobbiamo prendere atto“.
Opportunità da cogliere per tanti senza Sinner ed Alcaraz: “Adesso c’è un torneo con 32 giocatori rimasti che hanno un sogno enorme da cullare. Ed in mezzo a questi 32 c’è anche Berrettini, su cui io riponevo grandi speranze dopo il primo turno e ieri ha dato una conferma, c’è Arnaldi che è stato veramente molto bravo contro una buona versione di Tsitsipas, e c’è Cobolli che forse è quello più quotato di tutti per provare a fare il colpaccio. Io non sminuirei quanto successo ieri sotto tanti punti di vista, c’è qualcosa che sinceramente non quadra e sfugge alla mia comprensione. Lui in quel momento è andato completamente in palla. Se lo sentiva arrivare quel malessere, lì chiedi un toilet break, esci, raccogli le energie per andare a servire sul 5-2 e provi a chiuderla. Da almeno un anno e mezzo vive tutte le partite con il timore che gli possa succedere da un momento all’altro una cosa del genere. È questo il vero problema. Ieri non faceva esageratamente caldo e sono due ore di partita. Contro Medvedev a Roma è un’ora di partita quando lui ha il crollo fisico, però lì magari il russo ti ha fatto correre e ok. Il denominatore comune è il fatto di vivere con il timore che anche nella partita più facile lui da un momento all’altro possa avvertire questa cosa. Da capire quanto sia fisico o psicologico, ma il problema esiste e non è la prima volta. Questa sicuramente è la più clamorosa di tutte“.
Il calendario non è stato il problema di Sinner: “Non voglio sentir parlare di programmazione. Ha avuto dieci giorni dopo Roma, ha esordito il martedì sera giocando un’ora e mezza, ieri stava giocando due ore. La programmazione poteva avere un peso magari in un ottavo o un quarto di finale molto duro in cui vai in lotta, ma ieri la programmazione non può essere presa in considerazione come un fattore. È un essere umano. Questo malessere si manifesta per la prima volta in Australia contro Rune, poi c’è tutto il problema dei mesi passati sotto pressione per le questioni che sappiamo, vince e gioca lo stesso, qua e là risuccede questa dinamica. Il caldo? Ma questo ha vinto due volte a Melbourne e due volte a Miami, i posti più caldi e umidi del mondo. Magari soffrirà un po’ più il caldo di altri, ma non è quello il problema. Lo ha detto anche lui“.
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