Roland Garros

Monaco spiega: “Sinner ha giocato tantissime partite: modello non replicabile ogni anno. Scelta studiata a tavolino”

Giandomenico Tiseo

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Jannik Sinner / LaPresse

Guido Monaco, commentatore tecnico di Eurosport, ha affrontato i principali temi d’attualità del tennis internazionale nell’ultima puntata di TennisMania, trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport. Al centro della discussione, naturalmente, il Roland Garros.

Monaco ha innanzitutto contestato con decisione la narrazione secondo cui il livello attuale del tennis maschile sarebbe inferiore rispetto al passato. “Il livello è alto e lo si capisce anche guardando i Challenger. Il problema è che, quando emergono fenomeni come Sinner – e in passato altri campioni – questi finiscono per far sembrare normali giocatori che in realtà sono grandissimi tennisti. Dire il contrario significa non avere piena cognizione di ciò che accade in campo“.

Secondo Monaco, il dominio esercitato da Jannik Sinner produce anche un particolare effetto psicologico sugli avversari: “In questa situazione è più probabile che un giocatore fuori dai vertici entri in campo contro Sinner con maggiore libertà mentale rispetto a un top player che ha uno storico negativo contro di lui. È un discorso che vale per molti big, con l’eccezione di Daniil Medvedev. In fondo, il tabellone dipende sempre da Sinner. E il fatto che abbia vinto sei Masters 1000 consecutivi rende quasi superfluo analizzare i suoi possibili avversari“.

Analizzando il possibile percorso del numero uno del mondo a Parigi, ha citato diversi nomi potenzialmente insidiosi: Martín Landaluce, un eventuale recupero di Matteo Berrettini, Stefanos Tsitsipas e Félix Auger-Aliassime, indicato però come non particolarmente brillante in questo momento. Il focus si è poi spostato su Ben Shelton, possibile avversario nei quarti di finale: “Ci ricordiamo tutti la splendida partita giocata da Shelton contro Alcaraz negli ottavi dello scorso anno. Anche Auger-Aliassime, non molto tempo fa, portò Nadal al quinto set a Parigi. Parliamo di giocatori che, nella giornata giusta, possono creare problemi a chiunque. Però gli altri devono ancora dimostrare tutto, mentre Jannik non deve dimostrare più nulla“.

Monaco ha inoltre espresso curiosità per un possibile terzo turno tra Sinner e Landaluce: “Dopo lo scontro con Jodar a Madrid, mi piacerebbe vedere Landaluce contro Sinner per valutare meglio il livello di quest’altro giovane spagnolo. Non la definirei una minaccia, ma sicuramente sarebbe una partita interessante“.

Sul quadro generale del torneo, Monaco ritiene che la parte bassa del tabellone rappresenti una grande opportunità per molti giocatori in chiave semifinale o finale Slam: “Al di là di Sinner, anche Zverev non può sentirsi tranquillo. Nel suo quarto di tabellone ci sono Jodar e Fils. Inoltre non sono affatto convinto che Djokovic superi senza problemi i primi turni: se ci riuscirà, allora il discorso cambierà. In questo momento, però, mi sembra molto vulnerabile“.

Spazio anche alle condizioni fisiche di Carlos Alcaraz: “Ho letto l’opinione di Nadal e immagino che Rafa disponga anche di informazioni più approfondite, avendo vissuto personalmente situazioni simili. È un problema da gestire, ma non tale da compromettere la carriera. C’è grande prudenza. Credo che la vittoria agli Australian Open a inizio anno permetta ad Alcaraz di affrontare questa situazione con maggiore serenità. Forse, senza quel titolo, le decisioni sarebbero state diverse, ma questa è soltanto una mia impressione. In ogni caso, è stata scelta la strada della massima cautela“.

Monaco si è poi soffermato sulle prospettive di Grande Slam per Sinner: “Lo dicevo già dopo la finale vinta agli US Open 2024: se c’è un giocatore che oggi può puntare concretamente al Grande Slam, quello è Jannik Sinner, molto più di Alcaraz. Non significa necessariamente che vincerà più dello spagnolo, ma Sinner è un mostro di continuità. Al momento il suo vero rivale è uno solo e, da un punto di vista puramente matematico, possiede tutte le caratteristiche per riuscirci“.

Infine, un passaggio sulla programmazione scelta dal team del campione azzurro: “Hanno deciso di metterlo alla prova giocando tantissime partite. Non credo sia un modello replicabile ogni anno: è stata una scelta studiata a tavolino. Qualcuno può anche non essere d’accordo, ma il team vive così la carriera di Jannik. Se dovesse perdere a Parigi, inevitabilmente arriverebbero critiche. Vincere nove Masters 1000 in un anno, con il calendario attuale, è qualcosa che nessuno aveva mai realmente preso in considerazione perché sembra quasi impossibile. Già quello che ha fatto finora è un’impresa che sfiora il valore di un Grande Slam, sia per quantità sia per qualità dei successi ottenuti“.

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