Roland Garros
Matteo Berrettini sul rapporto con Jannik Sinner: “Ha un animo speciale, lo devo ringraziare”
L’avvicinamento di Matteo Berrettini al Roland Garros è stato tutt’altro che lineare. I risultati raccolti sulla terra battuta nelle ultime settimane non hanno restituito segnali particolarmente incoraggianti: le eliminazioni premature nei tornei di preparazione, compresa quella agli Internazionali d’Italia contro Alexei Popyrin, hanno confermato un momento ancora delicato per il tennista romano, reduce da stagioni complicate sotto il profilo fisico e della continuità. Anche il passaggio al Challenger di Valencia, chiuso al secondo turno, non ha contribuito a rafforzare le certezze in vista dello Slam parigino, dove al debutto lo attende subito un avversario insidioso come Marton Fucsovics.
Eppure, nel percorso tormentato degli ultimi anni, Berrettini ha trovato anche motivi profondi per restare aggrappato al circuito e alle proprie ambizioni. Tra questi c’è senza dubbio il capitolo legato alla Coppa Davis, esperienza che ha rinsaldato il legame con Jannik Sinner e che continua a rappresentare per lui una delle parentesi più significative della sua carriera recente.
Nel corso del Media-Day di Parigi, ai microfoni di Eurosport, il romano ha parlato proprio del numero uno del mondo, lasciandosi andare a una riflessione molto personale sul rapporto costruito con lui lontano dai riflettori. Un racconto sincero, carico di gratitudine e di emozione.
“Jannik è molto di più di quello che si vede…“, ha raccontato Berrettini con evidente trasporto. “Nel senso che lui non è un ragazzo di molte parole ma ha sempre la parola giusta, nonostante i suoi mille impegni, nonostante tutto quello che sta facendo, nonostante i suoi successi, riesce sempre a dirti una cosa positiva per farti stare bene“.
Il riferimento del romano è andato a un momento preciso, rimasto evidentemente impresso nella sua memoria: l’allenamento condiviso a Montecarlo la scorsa estate, in preparazione alla tournée americana sul cemento. Berrettini arrivava da un periodo estremamente difficile, segnato anche dalla sconfitta al primo turno di Wimbledon contro Kamil Majchrzak e da una condizione lontana dagli standard che lui stesso pretende da sé.
“Ricordo che in quell’allenamento lì io non giocavo da un mese e mi ha detto: ‘Incredibile come colpisci la palla ancora’“, ha proseguito il tennista nostrano. “E io ho avuto un aumento di fiducia. Se me lo dice lui… e si vedeva che non lo diceva tanto per dire ma perché lo pensava veramente“.
Parole che raccontano non soltanto la stima tecnica nei confronti di Sinner, ma soprattutto il peso umano che il numero uno del tennis italiano ha avuto in una fase complicata della carriera di Berrettini. Un rapporto nato all’interno della Nazionale e consolidatosi attraverso vittorie condivise, momenti difficili e una quotidianità spesso invisibile all’esterno.
“Lui è un animo speciale“, ha concluso Berrettini. “Sono contentissimo per lui e il suo team per quello che stanno facendo e lo devo ringraziare perché grazie a lui sto vivendo e ho vissuto delle emozioni in Coppa Davis e non solo, bellissime“.