Internazionali d'Italia

Matteo Arnaldi va avanti di un break nel terzo set, poi cede alla reazione del rampante Jodar a Roma

Federico Rossini

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Matteo Arnaldi/ LaPresse

Lotta, si spende tantissimo, recupera, quasi riesce in un’impresa. Alla fine, però, Matteo Arnaldi è costretto a cedere per 6-1 4-6 6-3 in due ore e due minuti (o meglio uno e 58 secondi) allo spagnolo Rafael Jodar. Per il diciannovenne non una vittoria roboante come altre, ma di quelle che probabilmente servono maggiormente alla sua formazione tennistica. E per Arnaldi un torneo che lo rilancia in maniera importante verso i prossimi appuntamenti, oltre a denotarne forse l’uscita dalla spirale negativa in cui si era infilato.

Quello che si presenta di fronte ad Arnaldi è un Jodar ottimo formato, fermo restando che le questioni sono due: da una parte il sanremese forse sente la fatica dei giorni passati, all’altra lo spagnolo concede veramente poco. E, in particolare, tutti i game vanno via veloci, troppo veloci per l’italiano, che si ritrova quasi in un lampo sotto 5-0 avendo perso per tre volte consecutive la battuta. Proprio sul 40-0 per il madrileno, però, Arnaldi cerca di scuotersi, annulla i tre set point e poi un quarto prima di trovare egli stesso un controbreak. Di nuovo, però, perde la battuta ai vantaggi e con esso anche il set.

Come da par suo, essendo uno che sa bene cosa significhi la lotta, il ligure non si tira indietro e, a inizio secondo set, riesce subito a strappare la battuta a Jodar, sospinto anche da un Centrale che non smette mai di dargli la giusta carica. Il momento è buono per il padrone di casa, che riesce a reggere l’urto di un Jodar che, a tratti, con il dritto esagera, segnale di come qualcosa (comprensibilmente, vista l’età) nel suo tennis vada ancora registrato. Arnaldi riesce a tenersi avanti fino al 3-2, quando è costretto a subire il controbreak a 30. Resta però lì, tiene in piedi un game complesso, quello del 3-4, in cui serve bene nel momento critico del 40 pari, poi, nel successivo, sfrutta un errore di dritto e uno di rovescio del madrileno per andare a servire per il set sul 5-4. E, dopo aver salvato una palla del 5-5, Arnaldi fa esplodere il Centrale con il serve&volley che trascina la sfida al terzo parziale.

Sullo slancio il ligure diventa davvero in grado di mettere insieme una performance di elevatissimo valore, riuscendo a piazzare un altro break proprio all’inizio del set conclusivo. In questa fase è lui ad avere il pallino della situazione in mano, e ce l’ha almeno fino al 3-2. Qui, però, succede qualcosa che cambia l’inerzia del match: una volée sbagliata da Arnaldi sullo 0-15, il doppio fallo sul 3-2 30-40, ed arrivano in un colpo il 3-3 e l’aria che, quasi inesorabilmente e insieme velocemente, finisce per prendere decisamente la direzione del madrileno. Che, a questo punto, riesce a ritrovare un po’ tutti i suoi colpi e ad avere la meglio con un 6-3 in una partita per nulla banale.

Rimane, per Arnaldi, il rammarico di aver anche sbagliato parecchio nel primo set, dato che pesa nel 16-33 di vincenti-errori gratuiti contro il 28-29 di Jodar. Un torneo che, però, al di là di questo (e di tutte le percentuali), fa capire come per Matteo le cose ora stiano andando meglio. E che può prendere parecchia fiducia.

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