Internazionali d'Italia

Matteo Arnaldi sta tornando! Vince la maratona con Munar e avanza al Foro Italico

Giandomenico Tiseo

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Matteo Arnaldi / LaPresse

Una partita da vincere, e vinta. Matteo Arnaldi supera lo spagnolo Jaume Munar (n. 38 del ranking) all’esordio agli Internazionali d’Italia. Sul Centrale del Foro Italico di Roma, il ligure — scivolato al n. 106 e in tabellone grazie a una wild card — prova a rimettere in carreggiata una stagione segnata dai problemi fisici: una microfrattura al sesamoide del piede destro e un infortunio alla caviglia sinistra. I segnali, però, sono incoraggianti: il recente successo nel Challenger di Cagliari ha restituito fiducia e continuità.

Nel confronto odierno con Munar, anche lui reduce da guai fisici, a fare la differenza è stata soprattutto la tenuta mentale. Il 6-3 3-6 6-3 maturato in 2 ore e 34 minuti fotografa una partita a strappi, ma gestita con lucidità nei momenti chiave. Al secondo turno, Arnaldi troverà il n. 6 del seeding, Alex de Minaur: pronostico sulla carta chiuso per l’australiano, ma l’azzurro ha già dimostrato di poter sovvertire gli equilibri.

Il primo set si apre con due palle break da annullare: Arnaldi resta in linea di galleggiamento, esibendo ottima mobilità. Con il passare dei game cresce il rendimento al servizio, fattore che gli consente di essere più incisivo in risposta. La svolta arriva nell’ottavo gioco, quando strappa il turno in battuta all’avversario grazie alla profondità dei colpi, per poi chiudere 6-3.

Nel secondo parziale, l’azzurro paga un passaggio a vuoto: cede il servizio nel secondo gioco, complice qualche errore di troppo con il dritto. Il break si rivela decisivo, nonostante i tentativi del giocatore allenato da Fabio Colangelo di rientrare. Nel settimo game Arnaldi costruisce due occasioni di contro-break, ma ai vantaggi Munar si salva e porta a casa il set 6-3.

Il terzo set segna il cambio di passo definitivo: Matteo alza l’intensità, mostrando solidità psicofisica. Dopo una chance non concretizzata nel quarto game, il ligure affonda nel sesto, strappando il servizio con decisione. Da lì in avanti gestisce con autorità i propri turni di battuta e chiude 6-3.

Le statistiche confermano un match condotto in prima persona dall’azzurro: 7 ace a fronte di 7 doppi falli, 33 vincenti e 38 errori gratuiti, contro i 27 winners e i 32 non forzati di Munar. Numeri che raccontano una prestazione aggressiva, imperfetta ma efficace — soprattutto nei momenti che contano.

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