Pallavolo
Marco Falaschi: “Non avrei mai scelto di smettere, ha deciso la salute”
Marco Falaschi, ex palleggiatore che nell’ultima stagione ha militato nell’M&G Grotazzolina e tra i soci fondatori dell’Associazione Italiana Pallavolisti, è stato ospite dell’ultima puntata di Volley Night, trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport. Diversi i temi trattati da un giocatore che ha chiuso da poco la sua carriera agonistica e guarda al prossimo futuro per continuare ad essere parte dell’ambiente in cui è cresciuto e di cui è stato membro attivo per diversi anni.
La scelta del ritiro: “Ho fatto l’endorsement al contrario, nel senso che l’altra volta ero After Hours. Ho detto che appenderò le scarpe al chiodo, è una scelta dovuta che probabilmente non avrei mai preso. Ha deciso qualcun altro per me. Adesso lo posso dire tranquillamente: è un problema di salute. La mia aorta si è dilatata un po’ troppo e quindi anche per un discorso di vita normale bisogna stabilizzarsi un attimo. È la prima volta che lo dico ufficialmente. Chiaramente l’altra volta non volevo entrare nello specifico, perché non mi sembrava giusto, c’erano anche altri personaggi, non volevo rubare tempo, era giusto anche parlare di altro. Questa è la pura verità“.
Sulla possibilità di un piano B già presente: “Il piano B uno se lo deve costruire negli anni, questo è poco ma sicuro. Onestamente era una scelta che avevo pensato di fare, uno la rimanda sempre perché io in campo mi sono sempre divertito e l’allenamento non è mai stato un peso. Quest’anno è stato particolare, quindi lo lasciamo a parte. È successo tutto all’improvviso, perché nei controlli che io ogni anno sono costretto a fare c’è stata questa doccia fredda. Quindi magari un giorno eri un giocatore e il giorno dopo non lo sei più. Questa è stata un po’ la situazione“.
Sul possibile percorso da allenatore: “Il fatto di rimanere nell’ambiente è una cosa che io vorrei perché mi sento comunque partecipe e la passione che ho chiaramente per questo sport va oltre ogni cosa. Mi piace il fatto di poter trasferire qualcosa, non solo in campo ma anche al di fuori, che possa essere magari a livello dirigenziale, di team manager o anche di allenatore. Io adesso non mi precludo strade perché devo prima cercare l’iter a livello di salute che in questo momento ho messo come cosa primaria. Sono qui perché domani ho una visita, altrimenti sarei stato a Parigi, dove i ragazzi sono andati oggi per un convegno a livello europeo con tutte le altre associazioni dei giocatori per confrontarsi, per trovare anche spunto da altre associazioni su temi da affrontare, perché la condivisione è importante nel nostro mondo. Spero vivamente che a breve si possa concludere la storia sul contratto collettivo, perché è una cosa che serve e per cui ci stiamo battendo molto, perché onestamente noi, dopo la riforma sportiva, siamo l’unico sport che ad oggi non ha un contratto collettivo. A breve avremo un incontro con la Federazione per parlare di questo. È chiaro che ci sono degli aspetti da limare, e non li sto qui a dire, perché non è corretto. Come in tutte le trattative noi chiediamo tutele maggiori. Loro dal punto di vista federale e di Lega avranno le loro motivazioni a darcene altre e quindi si cerca di trovare un punto d’incontro. L’importante è che se ne parli e che si vada avanti“.
La richiesta del minimo salariale: “È normale che sia così ed è normale che le motivazioni che diamo noi giocatori a volte non coincidano con quelle della Federazione e dei club, però è normale. Ripeto, l’importante è che si trovi un punto di incontro anche a metà strada e che si vada avanti in questo momento perché la cosa più importante è trovare un accordo“.
I complimenti per il grande lavoro svolto con l’Associazione Giocatori: “Tra l’altro, ad esempio, oggi l’Associazione del basket, quindi la Giba, ha trovato l’accordo per la parte femminile, perché non ce l’avevano. È stato sponsorizzato, messo sui social, è uscito questo importante accordo per la parte femminile del basket, perché il maschile aveva già il professionismo, adesso c’è anche quello per la parte femminile. Noi ci stiamo confrontando tanto con loro, perché è un’associazione molto presente, che da tanti anni tutela i giocatori. Questa è una cosa importantissima“.