Internazionali d'Italia

Luciano Darderi, contro Jodar è ancora caccia alla storia agli Internazionali d’Italia 2026

Federico Rossini

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Luciano Darderi / LaPresse

Dopo una più che valida Gira Sudamericana, sembrava che la terra rossa avesse tradito in qualche modo Luciano Darderi. I risultati che erano arrivati sul mattone tritato tra Argentina e Brasile non avevano trovato grande corrispondenza in Europa, e pareva strano per uno come lui, che sul rosso sa bene come disimpegnarsi. Poi è arrivata Roma.

Ed è arrivato un Foro Italico quasi magico per lui, che si è disimpegnato all’interno di un tabellone irto di difficoltà. Secondo turno: Yannick Hanfmann. Il tedesco non è mai facile, ma lo ha sconfitto. Poi la rimonta su Tommy Paul in quota USA. E poi quella, ancora più stupefacente, contro Alexander Zverev. Il tedesco sembrava ormai lanciato verso la vittoria finale, ma a quanto pare la bandiera italiana dall’altra parte non lo aiuta, e non solo quando il nome è quello di Jannik Sinner. Merito va al classe 2002, che è sempre stato grande lottatore ed ha accentuato questa sua caratteristica, che gli ha consentito di togliere dal torneo il numero 3 del mondo.

Ed è così, dunque, che Darderi si avvia a sfidare l’uomo di cui tutti parlano, Rafael Jodar. Il diciannovenne madrileno ha anch’egli avuto partite non semplici da gestire. Il primo turno, innanzitutto, perché il portoghese Nuno Borges non è mai avversario facile per nessuno. Matteo Arnaldi, poi: match dominato all’inizio, nel quale ha poi tremato, e che infine è riuscito a portare a casa con uno scatto d’orgoglio importante. Learner Tien, infine: match impressionante, quello contro l’americano, anche se va rimarcato che si tratta di un giocatore meno avvezzo alla terra. Lui, Jodar, tutto questo lo prende anche con l’imprinting di estrazione americana, visto che è stato alla University of Virginia fino al 2024. Ma avrà certamente imparato dalla sfida con Sinner a Madrid, anche quella un quarto 1000. Di certo c’è che si tratta di due che non molleranno niente, per nessuna ragione, vista la posta in palio.

L’altra sfida di oggi al maschile avrebbe tutto per essere quasi un classico, ma non lo è. Nonostante siano sul circuito l’uno dal 2015 e l’altro dal 2013, Casper Ruud e Karen Khachanov non si sono affrontati che tre volte. La prima, paradossalmente, proprio a Roma nel 2020 (1° turno), la seconda in semifinale agli US Open 2022, la terza a Toronto nel 2025, negli ottavi. Bilancio di 2-1 per il norvegese, con il russo che ha vinto per l’ultima sfida. Chiaramente c’è un singolo e semplice dettaglio da ricordare: la terra rossa. Quella che favorisce Ruud, destinato ormai a riprendersi un livello che gli appartiene soprattutto da queste parti. Che, poi, è quello che lo ha portato a giocare tre finali Slam nel giro di un anno.

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