Internazionali d'Italia
I dubbi di Lorenzo Musetti: “Non sono al 100%, non capisco bene cosa sia. In un altro torneo mi sarei ritirato”
Lo spirito indomito ha animato quest’oggi Lorenzo Musetti. Il carrarino conquista gli ottavi di finale degli Internazionali d’Italia per la quarta volta in carriera grazie al successo su Francisco Cerundolo con il punteggio di 7-6, 6-4 dopo 2 ore e 12 minuti di gioco. Una battaglia intensa, sul piano fisico e mentale, vinta da Musetti con coraggio, qualità e determinazione.
L’azzurro ha dovuto fare i conti anche con un evidente problema alla coscia sinistra, già fasciata prima del match, che ne ha limitato i movimenti per lunghi tratti dell’incontro, senza però impedirgli di portare a casa una vittoria di grande carattere. Musetti è stato concreto nei momenti chiave, tra un primo set chiuso al tie-break dopo aver annullato un set point e un secondo parziale deciso nel decimo game, al terzo match point.
A fine partita, ancora sul campo, il numero dieci del mondo ha ammesso tutta la difficoltà della sfida: “Ho sofferto sin dall’inizio, mi aspettavo una partita difficile e così è stata. Il pubblico era dalla mia parte ed è stato un vantaggio. Credo di aver gestito bene la situazione“. Un successo arrivato stringendo i denti, anche per via di condizioni fisiche non ottimali: “Non ho finito al 100%, ma sto già pensando a riposare in vista della prossima partita. Avevo anche un po’ di crampi alla fine, non è stato facile trovare una via d’uscita. Sono riuscito a restare lì e lottare“.
Parole che hanno trovato continuità anche nella conferenza stampa successiva, dove Musetti ha raccontato quanto il peso emotivo della serata abbia inciso tanto quanto il problema fisico. “Volevo davvero tantissimo vincere questa partita e continuare il torneo davanti al mio pubblico, ai miei tifosi“, ha spiegato, sottolineando il legame speciale con il Centrale romano: “Per me significa molto giocare qui a Roma con tanti tifosi appassionati e con un pubblico che mi sta aiutando a raggiungere qualcosa di importante“. Da qui anche la forte reazione liberatoria (lacrime) al termine dell’incontro: “Ho trattenuto tutte le emozioni fino alla fine. Probabilmente è stata una sorta di liberazione di tutte le emozioni che avevo tenuto dentro per tutta la partita“.
Il tema centrale resta però quello delle condizioni fisiche. Musetti ha chiarito di non essere ancora vicino alla miglior versione di sé e ha lasciato intendere che, in un altro contesto, forse non avrebbe nemmeno giocato: “Non sentendomi al meglio, sicuramente magari in un altro torneo non sarei sceso in campo, non avrei preso magari determinati rischi“. Una situazione che si trascina da qualche giorno e che lui stesso sta cercando ancora di interpretare: “È qualche giorno che sto faticando a sentirmi al 100%, non so nemmeno bene cosa sia. Fondamentalmente vivo un po’ la giornata“.
Il tennista azzurro ha però distinto il fastidio accusato contro Cerundolo dai problemi precedenti: “Oggi non era il dolore che avevo sentito negli ultimi giorni. Era più un discorso legato alla tensione, al fatto di avere emotivamente tanto stress“. Da lì sono arrivati anche i crampi nel finale: “Quello che mi aveva portato poi ad avere qualche crampo. Però sono riuscito a chiudere la partita prima che peggiorasse la situazione“.
Musetti ha poi ribadito di non aver nascosto nulla sulle proprie condizioni: “Non sono ancora al 100%. Ho avuto qualche fastidio nei giorni prima dell’inizio gara e quindi ho dovuto rallentare sia in termini di allenamento che di partita, e giocare fasciato per prevenire certe cose“. Una gestione quotidiana, fisica e mentale, che rende ancora più significativo il successo ottenuto contro uno degli avversari più ostici sulla terra battuta. “Mi dà tanta gioia, mi dà tanta consapevolezza dei miei mezzi e nonostante oggi non sia stato al 100% fisicamente, sono riuscito a vincere una partita contro un avversario molto difficile in due set“, ha spiegato. “Questo mi deve far aprire gli occhi e capire che posso dire la mia“.
Nella sua analisi c’è spazio anche per uno sguardo più ampio sul circuito e sulle gerarchie del tennis mondiale. Musetti riconosce il dominio attuale di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: “Hanno dimostrato con i fatti e con il ranking di essere nettamente i migliori al mondo in questo momento. Penso soprattutto a Jannik, che ha vinto 5 Masters1000 di fila, una cosa che non ha fatto nessuno“. Subito dietro, per continuità, inserisce Alexander Zverev, definendolo “forse il giocatore più vicino“, prima di aggiungere con realismo: “La finale di Madrid l’abbiamo vista tutti, e in questo momento Sinner è due o tre passi avanti a tutti. Noi che siamo dietro speriamo di avvicinarci il più possibile“.
Musetti ha parlato anche del suo iconico rovescio a una mano, marchio di fabbrica sempre più raro nel tennis moderno: “Il vantaggio principale, soprattutto sulla terra battuta, è la varietà di colpi che possiamo usare, specialmente il back in slice e il tocco“. Ma i vantaggi, oggi, non compensano del tutto le difficoltà: “Giocare il rovescio a una mano oggi non è così semplice, soprattutto con certe velocità e certe intensità di gioco. Probabilmente sono uno degli ultimi nel circuito, specialmente a questo livello di classifica“. Infine, una riflessione sul problema degli scommettitori presenti sugli spalti: “Succede molte volte, non solo in Italia ma in tutto il mondo. L’ATP deve fare qualcosa e garantire maggiore sicurezza, con controlli più attenti sugli spalti“.
Dichiarazioni inviate da Luciano De Gregorio (OA Sport)