Atletica

L’Italia soffre senza Jacobs e Patta alle World Relays, Desalu e Ali non bastano alla 4×100: “ripescaggi” per i Mondiali

Stefano Villa

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Chituru Ali / Lapresse

L’Italia ha concluso al quinto posto la batteria della 4×100 alle World Relays, i ribattezzati Mondiali di staffette in corso di svolgimento ai 1300 metri s.l.m. di Gaborone (Botswana). La nostra Nazionale si è presentata all’appuntamento senza alcune pedine fondamentali, tra cui anche Marcell Jacobs, Lorenzo Patta e Filippo Tortu, e ha corso con il tempo di 38.74. Era molto difficile fare meglio considerando la presenza degli scatenatissimi USA (superbo 37.77 per Ronnie Baker, Max Thomas, Lance Lang e Pjai Austin) e del Botswana (37.96 di record nazionale per i padroni di casa trascinati da Letsile Tebogo, Campione Olimpico dei 200 metri).

Soltanto le prime due classificate e i due migliori tempi delle tre serie si qualificavano alla finale e staccavano il pass per i Mondiali 2027 di atletica. Gli azzurri avranno un’altra possibilità per meritarsi il tagliando per la rassegna iridata del prossimo anno: domani pomeriggio si disputerà il secondo turno di qualificazione, dove verranno messi in palio quattro biglietti per Pechino. Se dovesse sfumare anche quella possibilità, allora si dovrà ricorrere ai ranking dei tempi che nel 2027 definirà gli ultimi quattro posti per i Mondiali.

Lancio un po’ contratto da parte di Samuele Ceccarelli (già Campione d’Europa sui 60 metri nel 2023), che ha però consegnato un buon testimone a Filippo Randazzo, capace di distinguersi sul rettilineo lungo. Fausto Desalu era l’unico presente del quartetto capace di conquistare la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020, ha corso una buona curva e ha lanciato Chituru Ali, secondo italiano più veloce di sempre sui 100 metri e tornato in scena dopo un’annata agonistica un po’ difficile. Il velocista comasco ha provato a recuperare qualcosa, ma i Paesi Bassi di Elvis Afrifa (38.00) e il Giappone di Yoshihide Kiryu (38.01) sono rimasti lontani.

Alla fine l’Italia si è lasciata alle spalla solo una Francia pasticciona (38.97) e la poco quotata Colombia (40.86). La lotta per qualificarsi ai Mondiali sarà dunque con la Giamaica, il Giappone, il Kenya, la Francia, la Cina e il Ghana: missione non semplice, ma ci si potrebbe inventare il colpaccio.

Nella seconda batteria si è distinto il Canada di Aaron Brown, Jerome Blake, Brendon Rodney e Andre De Grasse (eccellente 37.56), capace di precedere la Germania di Owen Ansah (37.67 di record nazionale) e l’Australia di Lachlan Kennedy (37.87 di record oceanico), mentre la Giamaica priva di stelle si è fermata in quarta posizione (38.08) davanti al Kenya di Ferdinand Omanyala (38.50). Nella terza batteria, invece, il Sudafrica dell’eterno Akani Simbine ha timbrato un ottimo 37.68 per precedere la Gran Bretagna di Zharnel Hughes e Nethaneel Mitchell-Blake (38.01) e la Cina (38.02). Ripescate per la finale i Paesi Bassi e l’Australia.

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