Combinata nordica

L’Italia del salto con gli sci e della combinata nordica in alto mare. Azzurri ancora senza allenatori, mentre le altre nazioni già ripartono

Francesco Paone Casati

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Bresadola / La Presse

L’Italia del salto con gli sci e della combinata nordica sta vegetando nel limbo dell’indeterminatezza futura. Generalmente, all’inizio di maggio, bisognerebbe aver già definito organici tecnici e ruoli in vista della stagione ventura. D’altronde, le fondamenta per la competitività vengono poste durante la primavera/estate. Viceversa, dalle nostre parti, si naviga in alto mare, fendendo la nebbia dell’incertezza.

Stando alle ricostruzioni che è stato possibile effettuare, ascoltando voci di corridoio e gole profonde, la situazione sarebbe la seguente. Solo il settore femminile del salto con gli sci dovrebbe proseguire con l’attuale tecnico (Harald Rodlauer). La squadra maschile e l’intero settore combinata nordica sarebbero invece destinati a cambiare figure di riferimento (l’avventura dei fratelli Jiroutek sarebbe ormai terminata).

Il guaio, per l’Italia, è che nulla è stato ancora definito. Michael Lunardi, allenatore responsabile in pectore del salto maschile, ha preferito accasarsi in Francia, dove comincerà una nuova avventura professionale. Trovandosi a scegliere tra il certo (un contratto con i transalpini) e l’incerto (un verosimile ruolo di responsabilità dalle nostre parti), ha giustamente colto al volo l’opportunità proveniente d’Oltralpe.

Attenzione, si parla della Francia, che sarà anche il Paese destinato a organizzare i Giochi olimpici invernali 2030, ma nel panorama del salto con gli sci e della combinata nordica resta in secondo piano rispetto alle superpotenze. Quelle si sono già mosse ad aprile, ridefinendo i propri quadri tecnici e muovendo le rispettive pedine. I tedeschi hanno fatto i cambiamenti del caso, gli austriaci hanno confermato chi dovevano confermare, i polacchi  provano a ristrutturarsi con cavalli di ritorno. Insomma, in Austria, Norvegia, Germania, Polonia si è già cominciato a lavorare in vista del 2026-27.

A sud delle Alpi, invece? Braccia allargate e capi grattati. Servono due figure che abbiano il profilo dell’allenatore responsabile e, secondo i bene informati, a Via Piranesi gradirebbero che fossero nostrane. Nel qual caso, i nomi dei papabili si contano sulle dita di una mano. Dunque, sarebbe anche relativamente semplice affidare un settore a Tizio, l’altro a Caio, affiancar loro Sempronio e Mevio, preferendoli a Filano.

Però, purtroppo, la pratica non  è semplice come la teoria. Magari sia Tizio che Caio mirano allo stesso ruolo e non vogliono l’altro, oppure Sempronio e Caio non vogliono lavorare assieme. O Mevio riceve in extremis una proposta più allettante dall’estero e vola via. Già, perché se si offre un lavoro di responsabilità, lo si deve pure remunerare adeguatamente. Non certo quanto Benzema e Mbappè, però neppure con un mero obolo. Così, magari, risaltano fuori Calpurnio e Stico, che rappresenterebbero soluzioni di ripiego al ripiego.

In conclusione, salto con gli sci e combinata nordica italiani, finalmente dotati dei nuovissimi trampolini di Predazzo e di un centro d’allenamento allo stato dell’arte, stanno cercando le persone che possano condurre gli atleti agli impianti e utilizzarli. Anzi, non si tratta solo di portare saltatori e combinatisti ad allenarsi, ma soprattutto di guidarli verso un futuro fattosi ormai presente. Il rischio, sempre più concreto, è di presentarsi in ritardo ai nastri di partenza del 2026-27. Anzi, diciamo pure che il ritardo è già stato accumulato. Fortunatamente è ancora recuperabile. Per ora.

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