Atletica
La Sorda svela: “A Schwazer è stato chiesto di fare la mezza agli Europei. Donati sta provando a convincerlo”
Nella puntata speciale di Sprint Zone, trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport, si è parlato del possibile ritorno agonistico di Alex Schwazer, uno dei temi più caldi del momento. Stefano La Sorda, esperto di marcia e giudice internazionale, ha analizzato, insieme al conduttore Ferdinando Savarese, regolamenti, scenari e possibili sviluppi dopo le recenti dichiarazioni dello stesso Schwazer che ha ammesso di non aspettarsi una convocazione dalla Federazione.
La posizione sul caso Schwazer: “Giusto per specificare, perché sennò le persone pensano che uno voglia mettere le mani avanti. Allora, tu hai espresso la tua posizione, io esprimo un po’ più nel dettaglio la mia, nel senso che una volta che per me un atleta ha scontato la squalifica doping, io sono molto asettico. Non ho motivo per dire che lui non possa gareggiare, non possa ambire anche ad andare a fare delle competizioni internazionali, piuttosto che essere convocato in nazionale. Detto questo, io personalmente, come dire, non digerisco chi ha avuto a che fare col doping con l’intenzione di imbrogliare, ma questo, ecco, specifichiamo, non vale solo per il signor Schwazer, ma vale anche per qualsiasi altro, l’atleta di qualsiasi nazionalità. E chiudo qui la cosa perché così abbiamo sgomberato il campo da equivoci“.
La seconda positività al doping: “Diciamo che è scorretto dire che non era risultato negativo, nel senso che non era stata rilevata alcuna positività perché erano stati fatti dei controlli standard. In quel periodo erano in corso le rianalisi dei campioni antidoping, di numerosi campioni antidoping provenienti da Olimpiadi precedenti, questa è una roba che fa il CIO, che fa la Wada prima di un’Olimpiade, si rianalizzano anche i campioni più vecchi di Olimpiadi precedenti, di eventi precedenti, per evitare che possa partecipare qualcuno che a suo tempo è riuscito a imbrogliare, magari perché la tecnologia di analisi non è così avanzata, poiché i metodi di rilevamento delle sostanze dopanti migliorano nel tempo, secondo il regolamento, si possono analizzare dei campioni di doping anche vecchi fino a dieci anni. In quell’occasione il primo controllo standard appare negativo perché quel risultato non viene immesso nel database di ADAMS per controllare il passaporto biologico, semplicemente per un motivo di tempo, di troppo lavoro. Passano venti giorni, dovrebbe essere così, poi dopo sulla sentenza del TAS è spiegato molto nel dettaglio cosa è successo. Nel momento in cui è stato emesso quel risultato, praticamente il sistema e il team di persone che analizza il passaporto biologico hanno rilevato un’anomalia su quel campione antidoping. Quando c’è un’anomalia del genere si fa il ricontrollo, quindi non è stata una scelta di fare il ricontrollo perché è venuto in mente a qualcuno, ma nel momento in cui quel risultato è stato inserito in database ADAMS che, per chi non lo sapesse, è il database dei controlli antidoping, degli atleti, diciamo, quelli tenuti d’occhio, quelli di interesse internazionale, i campioni sono ovviamente anonimi. Nel momento in cui si rileva un’anomalia, passaporto biologico steroideo; quindi, non si parla più di EPO, ma si parla di steroidi, testosterone e simili, induce a rifare un controllo molto più approfondito che è detto il controllo IRMS. Il controllo IRMS riesce a distinguere se questa anomalia di steroidi sono degli steroidi esogeni o endogeni, ovvero se vengono prodotti dal corpo oppure provengono da fuori. Nel modo in cui hanno fatto questa analisi più approfondita, hanno rilevato che quello testosterone trovato veniva al di fuori, era sintetico, per cui era indice di doping. Per quello è stata fatta, diciamo, la richiesta e poi in seguito al processo tutto il resto“.
I tempi delle indagini: “Piuttosto lunga per le svariate analisi, per svariati ritardi, rogatorie internazionali perché il campione antidoping è andato all’estero, perché venivano richiesti non nelle modalità giuste, insomma, poi dopo lì ognuno, come dire, ha tirato la coperta dalla sua parte dicendo che era colpa dell’uno o colpa dell’altro“.
Il parere di archiviazione della magistratura: “Guarda, devo aggiungerci qualcosa perché quel decreto di archiviazione ha una formula, come dire, inusuale di apertura, ovvero perché praticamente dice che si decreta l’archiviazione per non aver commesso il fatto. Per non aver commesso il fatto è una formula di sentenza, fondamentalmente, quindi cioè solitamente viene utilizzata nel corso del processo. L’archiviazione c’è quando tu non hai abbastanza prove, quindi quel decreto di archiviazione è stato visto da molti semplicemente per questa dicitura, ripeto, inusuale. Io non dico che sia irregolare perché cioè giuridicamente qualcosa ne so di giustizia sportiva, su giustizia ordinaria non mi devo addentrare più di tanto. Però certamente ha indotto le persone a pensare che ci fosse una soluzione. La soluzione non c’è stata. Detto questo, devo un minimo correggerti perché per il giudice Pelino l’archiviazione ha il senso che hai detto tu, ma il giudice Pelino all’interno del decreto di archiviazione che è stato diffuso a destra e manca, insomma, liberamente anche tramite il sito della Federazione Italiana Atletica Leggera, praticamente ad ombra dei forti, anche accuse e dubbi sull’operato della WADA, della Federazione Internazionale, per cui viene descritta una sorta di come dire, comunione di intenti, tra persone che non hanno niente a che fare tra di loro del tipo che, ma questo scritto da Pelino, poi non si capisce se l’abbia detto lui o se abbia preso in considerazione delle conclusioni della difesa di Schwazer, che spingeva anche da un punto di vista mediatico e detto questo viene scritto in questa ordinanza che Schwazer avrebbe fatto delle accuse a il medico Piero Luigi Fiorella e Giuseppe Fischetto, poi diciamo che le accuse in realtà sulla carta ne ha fatte ben poche, ha detto solo delle inesattezze, praticamente si sarebbe scaturita questa vendetta da parte della Federazione Internazionale che poi sarebbe stata coperta da Wada, in qualche modo. Adesso te l’ho riassunta proprio in tre parole. La prima cosa anomala è questa. Cosa possono avere a che fare Giuseppe Fischetto e Pierluigi Fiorella, tra l’altro assolti penalmente, giustizia sportiva, tribunale disciplinare Federazione Medico Sportiva, per cui loro non hanno alcuna colpa. Cosa possono avere a che fare loro o pensare che possono avere un buon rapporto con la WADA che ha cercato la WADA con i suoi avvocati, durante il primo procedimento doping di Schwazer, del mutista penale, di farli condannare e poi improvvisamente, come dire, la WADA cambia il registro e dice ‘Vabbè, mi metto d’accordo per fare il complotto’, mi sembra una cosa abbastanza ridicola. La ricostruzione che è stata fatta dal giudice Pelino, ripeto, la scrive e tu quando la leggi dici ‘La sta dicendo lui o lo dice la difesa?’. Quando lui dice che il campione sarebbe stato manipolato con una particolare procedura all’interno del laboratorio di Colonia, che è il più importante del mondo, ti fa pensare a un complotto, io ho fatto una sorta di calcolo così spannometrico che avrebbe coinvolto circa trenta persone provenienti da almeno cinque paesi diversi del mondo. Ora io davanti a questo sinceramente ho detto ‘Cosa sposta Alex Schwazer? Di denaro, di interessi?’ Secondo me non ha mai spostato nulla rispetto ad altri sport. Per cui questa conclusione ha portato, attenzione, quella è la richiesta che fa Pelino. Dice ‘Allora, i campioni sono stati manipolati da qualcuno’. No? Lui sostiene questo senza prove, senza aver interrogato, ad esempio, chi ha fatto il controllo di Obama Wazer, cosa che invece il TAS ha fatto. Mentre Pelino arriva ad una conclusione in base a quello che lui rileva. Allora, parte un’altra indagine, perché ‘Schwazi’ viene archiviato, ma parte un’indagine sullo spunto del giudice Pelino. Negli anni successivi e questo è notizia che non è stata diffusa o è stata diffusa proprio in termini proprio molto banali, non precisi. C’è stato un solo indagato. Io non dico chi è perché nel senso questa persona poi ne è uscita pulitissima. Queste persone sono andate a casa sua, gli han perquisito casa, gli han perquisito l’auto, hanno sequestrato il materiale informatico, lo hanno analizzato. Io il decreto di archiviazione per questa persona l’ho visto, l’ho letto e non hanno trovato niente. Non qualcosa che potesse far pensare ‘Ah, ma vabbè, hanno nascosto qua’. Niente. Niente di niente“.
La teoria del complotto: “Non si sa dove è avvenuto, non si sa chi l’avrebbe fatto, non si sa come avrebbero fatto, viene ipotizzato che venga fatta una cosa fantascientifica e devo aggiungere che Wada e World Athletics fecero e c’è ancora disponibile un lungo comunicato in inglese e in italiano in cui confutano le accuse di Pelino contro di loro con documenti dettagliati anche da un punto di vista scientifico“.
La possibilità del Consiglio Federale di convocare un’atleta coinvolto in un processo per doping: “Ricorda che questa possibilità del Consiglio Federale, almeno secondo quella delibera, ci sarebbe solo in particolari condizioni. La giovane età dell’atleta, situazione particolare, eccetera eccetera. Quindi non è neanche applicabile così giusto perché c’è l’unanimità. L’unanimità ci deve essere sempre in base ad alcuni criteri“.
La mancanza di elementi sulla rinuncia agli Europei: “Allora, io ti io ti devo dire un rumors. Va bene? Che poi si può leggere tra le righe di quello che ha dichiarato Schwazer nelle interviste, ovvero quando lui dice ‘La Torre mi ha proposto di fare la mezza’. Quindi gli è stata proposta una mezza o almeno lui dice che gli è stata proposta. Io so che gli è stata proposta. Poi lo dice anche lui, poi chi gliel’abbia proposta, se gliel’ha proposta La Torre piuttosto che Donati, piuttosto che Stefano Mei in persona, io questo chiaramente non lo posso sapere. Io preferisco il rilancio alla maratona dove c’è la selezione naturale, è un passo che difficilmente prevede strappi e volate su distanze più corte e anche il giudizio tecnico della gara è più tranquillo. Quindi dice che gli è stata proposta questa cosa. E allora io dai rumors presumo che gli sia stata proposta da La Torre, ma era un atleta qualsiasi. Un atleta qualsiasi che fa un buon tempo sulla distanza della maratona dopo il tempo di qualifica è normale che la Federazione gli chieda una conferma. Chiaramente la conferma non gliela puoi chiedere sulla maratona per la distanza, non glielo puoi chiedere perché è fuori tempo, per cui altri ne hanno diritto, per cui gli dice ‘Visto che stai così bene, prova a fare la mezza’. Certo Mi sembra una cosa anche ragionevole, poi che lui si sia tirato fuori, ok. Ti dico il rumors. Rumors, ovvero che nonostante lui non sia propenso a fare una mezza maratona, nonostante La Torre gli abbia proposto, è che ci sia Donati che stia insistendo con lui nel tentativo di convincerlo, perché adesso da calendario lui avrebbe solamente due occasioni per fare questa gara, ovvero in occasioni naturalmente internazionali non organizzandosi la gara sotto casa. Quindi Rio Maior questo fine settimana, Portogallo. Non lo vedo iscritto al momento e, cosa più probabile, corsa su cui puntano tutti gli atleti che ogni anno cercano di fare il minimo o comunque il tempo proprio all’ultimo è la gara di La Coruña in Spagna la settimana successiva“.
La squalifica nella gara di Alessandria: “Faccio il preciso da giudice. Non entro nel merito della tecnica dell’atleta perché io non c’ero. Entro nel merito della gestione della squalifica. La squalifica nella marcia funziona così. Tre proposte di squalifica finisci in penalty zone e lui è finito in penalty zone. Alla quarta proposta di squalifica tu vieni squalificato. Quarta proposta di squalifica da un giudice diverso dagli altri tre precedenti. Attenzione, non è che tu se ti ritiri prima ti viene notificata la squalifica, allora risulti ritirato. Sei sempre squalificato. Tra l’altro lui, se si fanno vedere i referti, ha preso cinque proposte di squalifica. Quindi in quell’occasione cinque giudici su sei hanno ritenuto la sua marcia irregolare. Ora, io non entro nel merito perché non sarebbe corretto, perché io non c’ero. E pure se ci fossi stato, la mia opinione l’avreste vista scritta sul foglio, quindi a voce non dico nulla. Detto questo, quella gara è andata male, non è detto che un’altra gara possa andare decisamente meglio, va bene? Però rientrava anche nei criteri partecipare al Campionato Italiano, ok? Ora tolto Schwazer, io nella storia che conosco, almeno che mi ricordo della Federazione Italiana Atletica Leggera, ma questo vale anche per altre federazioni. Va bene? Quando c’è uno che, come dire, i criteri di selezione non ci sta, non si fa vedere o comunque subisce una squalifica nella gara fondamentale ai Campionati italiani e poi si sceglie una gara all’estero, va bene? Valida, validissima con giudici internazionali, eh, tutti tedeschi ma giudici internazionali, ce n’erano almeno 13 giudici internazionali e fa il tempo io, personalmente, da parte della Federazione Italiana Atletica leggera difficilmente ho visto un’apertura così ampia come nei confronti di Schwazer perché capitava spesso ogni anno che a La Coruna andava quello che non riusciva a fare i risultati e faceva il tempone e diceva: ‘Mi dovete convocare’ e sistematicamente gli veniva detto di no. Ora non è, mi permetto di fare una piccola provocazione con il massimo rispetto, non è che perché il nome non è Giupponi che adesso si sta ancora giocando la qualificazione, nel senso che a La Coruna, può darsi che ci possa riprovare. Allora, se Giupponi va a La Coruna e ci fa 1 ora e 24′, lo portiamo oppure no? E fa E utilizzeremo lo stesso metro per Giupponi come quello che diciamo per Schwazer?“.
La critica dei contrari a Schwazer: “Ti riporto una critica di ‘Tu sai che ci sono quelli pro e quelli un po’ contro’, quelli un po’ contro, anche tanto contro, no? Diciamo, diciamo le cose come stanno e ti dicono “Guarda, però misurati in una competizione in cui hai degli avversari. Quindi, se dovesse andare a La Coruña e fare il tempo, ma chi gli dice niente? Voglio dire, tanto di capello e voglio dire, ti sei guadagnato“.
Le difficoltà di adattamento alla mezza maratona: “Non posso entrare nel merito e sai perché? Io Stefano La Sorda ti prendo la carta. Allora, prendendo la carta, la valutazione che fa un commissario tecnico sulla marcia deve essere una valutazione anche di affidabilità. Affidabilità tecnica. Poi certamente La Torre ci mancherebbe che non ha gli strumenti per valutare l’affidabilità tecnica di un atleta piuttosto che di un altro. Detto questo, andiamo, ripeto, più che fare valutazioni di correttezza tecnica o meno che non posso fare, io ti vado a prendere i precedenti. Posso fare riferimento solo a gare solo a 20 km, ok? Perché sulla 21 c’è stata una sola esperienza quest’anno. Le volte che Schwazer è andato fortissimo sulla 20 km sono state Lugano 2010 quando era allenato da Michele Ferrari, di nascosto da Michele Ferrari, 1:18 e rotti, Lugano 2012 1:17 e rotti, gara poi annullata perché lui ha ammesso che praticamente aveva fatto uso di sostanze e poi c’è sempre la vittoria degli Europei, la vittoria postuma degli europei 2010 dove era allenato di nascosto a Michele Ferrari e in cui voglio dire, in molti hanno criticato la sua correttezza tecnica e poi c’è la gara di La Coruña, quella del 2016, che però è una gara che non esiste perché tu sai che i suoi risultati sono stati annullati dal primo gennaio in poi del 2016. Queste che so io sono le gare più forti che abbia fatto. Altre gare sono oltre l’ora e venti. Quindi se dobbiamo fare una valutazione così, posso essere d’accordo con te che da un punto di vista statistico, oggettivamente quell’uomo lì è un cinquantista, va bene? Naturale, piuttosto che un ventista che è atleta con altri tipi di caratteristiche. Poi dopo, chiaramente, La Torre c’ha lui l’occhio, per dire se uno se è più o meno in forma su una distanza che in un’altra“.
La possibile partecipazione ad un grande evento: “La tua opinione, chiaramente, è l’opinione di molti, io quello che contesto non è lui, perché lui fa il suo. Io quello che contesto è il circo che c’è intorno e che mi fa storcere il naso, ripeto, da appassionato, eh, neanche da giudice, non c’entra niente. Io in tutta questa storia di questo atleta, lo possiamo dire, no? Io vedo sempre che dal 2016 in poi, nel 2016 fu fatta un’eccezione di convocarlo direttamente in Coppa del Mondo per gareggiare. Poi inizialmente diciamo “Ah, sì, avevano ragione e poi dopo avevano torto perché quel risultato non è più valido”. Successivamente, durante la squalifica, a furore di popolo, dobbiamo convocarlo alle Olimpiadi, prima Tokyo, poi Parigi. O adesso lo dobbiamo riconvocare? Possibile che per questo atleta si debba fare sempre un’eccezione? Cioè, mi sembra che ogni volta si deve arrivare per il rotto della cuffia. Adesso non è più squalificato. Aveva tutto il tempo di prepararsi. Mi sembra, ecco, voglio smentire le cose. Quando lui dice “Io le gare le faccio così, mi alleno in pausa pranzo”, eccetera eccetera. Allora, sottolineiamo un aspetto. Nel momento in cui un atleta si ritira e Schwazer aveva detto che si era ritirato, normalmente si comunica all’autorità antidoping che ti sei ritirato. Perché? Perché sennò ti vengono a cercare ancora per fare i controlli del doping, potenzialmente. Ora, visto che era andato a gareggiare tranquillamente in Germania ammesso, ripeto, e non concesso, ma presumo che sia così, no? Per gareggiare in Germania, se fosse veramente ritirato, avesse comunicato realmente la sua intenzione di ritirarsi, lui in Germania non ci poteva andare senza comunicare in anticipo che voleva rientrare in attività internazionale. Io presumo che lui non abbia mai comunicato all’autorità anti-doping che volesse interrompere l’attività. L’intenzione di partecipare alle gare internazionali è potenzialmente di andare a fare Birmingham, va bene? Anche perché si presenta ai Campionati italiani per questo motivo, per sfidare gli altri italiani, per cercare di fare il minimo eccetera. È quella. Quindi è inutile che ci diciamo delle sciocchezze. No, vabbè, ma alleno nel passatempo, vado lì, mi alleno e basta, no? Perché dobbiamo fare l’eccezione? Fai tu il tuo percorso e basta”.
Sul codice etico: “In merito al codice etico, no? Premesso che il codice etico non è un regolamento. Va bene? Però è un codice. Per cui quando a suo tempo dissero che non era retroattivo è una sciocchezza, perché è un codice etico, l’etica è sempre; quindi, se sei etico vale prima come vale dopo. Ora semmai va bene? Si facesse un’eccezione, perché questa regola è stata creata a suo tempo dalla gestione Gnocchi per un preciso motivo, per dare un messaggio etico allo sport. Allora abbiamo tenuto questo codice etico sempre valido. Adesso si dovrebbe fare un’eccezione. Allora il problema non è fare l’eccezione perché il consiglio Fidal può tranquillamente stracciare via quella carta e annullarla. Il problema secondo me è il messaggio politico, ok? Che tu dai alla Federazione Internazionale perché nel momento in cui tu dici ‘Il mio codice etico, quello che mi ero fatto io non vale perché Io non accetto la decisione della giustizia sportiva’, perché consideri non valida quella, allora è un messaggio che tu mandi alla Federazione Internazionale, che glielo puoi mandare“.
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