Pallavolo

La sfida infinita: Conegliano e VakifBank faccia a faccia per la finale

Enrico Spada

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Sarah Fahr / Cev

La semifinale della Final Four di Champions League femminile 2026 mette di fronte due autentiche corazzate del volley europeo: Conegliano e VakifBank Istanbul. Un confronto che profuma di finale anticipata, non solo per il valore delle due squadre, ma anche per la storia recente che le vede protagoniste assolute sulla scena internazionale.

Si gioca sabato 2 maggio alle ore 16:00 nella Ülker Sports and Event Hall di Istanbul, impianto che ospita l’evento e che, pur non essendo la casa abituale del VakifBank, sarà inevitabilmente spinto da un tifo caldo e numeroso. In palio c’è l’accesso alla finalissima, un traguardo che per entrambe rappresenta molto più di un semplice obiettivo stagionale.

Negli ultimi anni, Conegliano e VakifBank hanno dominato la scena europea, alternandosi al vertice e costruendo una rivalità di altissimo livello tecnico e agonistico. Le turche hanno collezionato finali e trofei con impressionante continuità, mentre le Pantere hanno saputo imporsi come punto di riferimento assoluto, arrivando a difendere il titolo conquistato nelle ultime due edizioni.

Quella di Istanbul sarà la decima sfida diretta tra le due squadre: il bilancio sorride leggermente a Conegliano, capace di vincere cinque confronti, inclusi gli ultimi tre consecutivi. Tuttavia, la storia insegna che ogni incrocio tra questi due club è equilibrato e imprevedibile, spesso deciso al tie-break o comunque dopo battaglie lunghe e intense. Non a caso, più volte questo confronto ha assegnato trofei internazionali, tra Champions League e Mondiali per club.

Le due formazioni arrivano a questa semifinale dopo stagioni quasi speculari. Entrambe sconfitte in Supercoppa a inizio anno, hanno poi dominato i rispettivi campionati, chiudendo la regular season al primo posto con una sola sconfitta e conquistando anche la coppa nazionale. Nei playoff, Conegliano ha chiuso la finale in quattro gare, mentre il VakifBank ha dovuto lottare fino a gara-5. In Champions League, il cammino è stato quasi impeccabile, con accesso alla Final Four conquistato superando ostacoli di alto livello.

Dal punto di vista tecnico, il confronto è estremamente equilibrato. Il VakifBank può contare su un servizio più incisivo e su un muro molto solido, fondamentali che spesso indirizzano l’inerzia delle partite. Conegliano, invece, si distingue per una ricezione di altissimo livello e per una maggiore efficienza offensiva, grazie a una gestione più pulita degli attacchi e a un minor numero di errori diretti.

Le stelle in campo non mancano. Da una parte Isabelle Haak, riferimento offensivo delle venete, supportata dalla regia di Joanna Wolosz e dalla qualità delle schiacciatrici Gabi e Zhu Ting. Al centro, l’affidabilità di Sarah Fahr e Cristina Chirichella, mentre in difesa spicca l’esperienza di Monica De Gennaro, autentico pilastro del sistema. Dall’altra parte, il VakifBank risponde con la potenza di Tijana Boskovic, una delle opposte più dominanti al mondo, affiancata dall’esplosività di Marina Markova, già decisiva nella finale del campionato turco. Un organico completo, capace di unire fisicità, tecnica e grande organizzazione di gioco.

Il tecnico è sempre lui: Giovanni Guidetti, da Modena, ormai di stanza in Turchia, dove ha scritto pagine di storia indelebili con questa squadra. Si affida alla palleggiatrice turca Cansu Ozbay, 29 anni, alla decima stagione al Vakifbank, protagonista anche dei trionfi con la Nazionale di Santarelli. La sua riserva è Sila Caliskan, 29 anni, arrivata lo scorso anno dal Turk Hava Yollari. L’opposta è la serba Tijana Boskovic che il club di Istanbul è riuscita a strappare nell’estate scorsa all’Eczacibasi dopo dieci anni, affiancata dall’azzurra Adhu Malual arrivata a gennaio dal Monviso.

Le bande titolari sono la francese Helena Cazaute, 28 anni, prelevata nella scorsa estate da Milano (in precedenza aveva giocato anche a Chieri) e la serba Katarina Lazovic Dangubic, ex Monza e arrivata in estate dal Galatasaray, in attesa del rientro della russa Marina Markova, che in tre stagioni ha vestito quattro maglie (tra cui Novara e Vakifbank). La riserva di lusso (che spesso riserva non è) è la turca Derya Cebecoglu, 25 anni, arrivata lo scorso anno dopo l’esperienza giapponese con le Kurobe Aqua Fairies.

Al centro ci sono la statunitense Chiaka Ogbogu, 30 anni, tornata al Vakif dopo un giro del mondo in una stagione, prima nella LOVB ad Austin, poi al Mets de Guaynabo a Portorico e poi in Corea del Sud al KYK World All-Stars, e la star turca Zehra Gunes, 26 anni, alla nona stagione al Vakifbank. In panchina Berka Buse Ozden, 21 anni, proveniente dall’Aydın Büyükşehir Belediyespor e Deniz Uyanik, arrivata lo scorso anno dal Nilüfer Belediyespor. Il libero è Ayca Aykac, 29 anni, alla sesta stagione con la maglia del Vakif, affiancata da Aylin Sanuglu Acar, 30 anni alla quinta stagione in giallo nero.

Sarà una partita in cui ogni dettaglio farà la differenza: dalla gestione dei momenti di difficoltà alla capacità di sfruttare le occasioni in fase break. Non esiste una favorita netta, perché entrambe hanno dimostrato di poter vincere contro chiunque.

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