Internazionali d'Italia
La folle discussione tra Sinner ed Aurelie Tourte: la stessa arbitra del furto contro Tsitsipas a Montecarlo
La semifinale degli Internazionali d’Italia tra Jannik Sinner e Daniil Medvedev non è stata soltanto una battaglia tecnica e fisica. Sul Centrale del Foro Italico è andata in scena anche una durissima discussione tra il numero uno del mondo e la giudice di sedia francese Aurélie Tourte, già protagonista in passato di un episodio molto controverso che aveva penalizzato proprio l’azzurro.
Nel terzo set del match contro Medvedev, con l’azzurro avanti 4-2 e finalmente capace di rialzarsi dopo un momento di evidente difficoltà fisica, la pioggia ha iniziato a cadere con sempre maggiore intensità sul Foro Italico. In un primo momento Sinner aveva reagito quasi con ironia, lamentandosi con il suo angolo per le condizioni del campo, ma col passare dei minuti la situazione è diventata seria. A preoccupare Jannik non era tanto il terreno in sé, quanto soprattutto le linee, notoriamente molto più scivolose quando si bagnano.
Mentre Medvedev sembrava disposto a continuare senza problemi, il campione italiano ha iniziato a chiedere con insistenza l’interruzione del gioco. La tensione è salita quando la giudice di sedia ha deciso di proseguire il match nonostante la pioggia sempre più forte. A quel punto Sinner si è avvicinato alla giudice di sedia spiegando chiaramente il motivo della sua protesta: non voleva rischiare di farsi male scivolando sulle righe del campo.
La replica dell’arbitra ha però spiazzato il pubblico e innervosito ulteriormente il numero uno ATP. “Se il campo è buono, si gioca“, ha detto Tourte, sostenendo che le condizioni fossero ancora accettabili. Jannik, incredulo, ha ribattuto con decisione: “E se scivolo sulla linea? Piove a dirotto, non posso decidere io“. Una protesta civile ma molto dura, nata dalla sensazione che la situazione stesse diventando pericolosa.
Il momento più surreale è arrivato poco dopo, quando la giudice di sedia è scesa dalla sua postazione per confrontarsi con il supervisor. Ai microfoni si è sentita chiaramente la sua frase: “Non lo so“. Un’ammissione che ha lasciato basito il pusterese, il quale ha allargato le braccia in segno di sconforto davanti all’incertezza arbitrale. Solo quando la pioggia è aumentata ulteriormente è arrivata la sospensione ufficiale dell’incontro, ormai inevitabile.
L’episodio ha immediatamente riportato alla mente un precedente noto tra Sinner e Aurélie Tourte, andato in scena nella semifinale del Masters 1000 di Montecarlo 2024 contro Stefanos Tsitsipas. Quella partita resta ancora oggi una delle polemiche arbitrali più discusse della stagione.
Nel terzo set, Sinner era avanti 3-1 e stava dominando il match. Sul 30-40 e Tsitsipas al servizio, il greco commise un evidente doppio fallo: la seconda di servizio terminò fuori di parecchi centimetri. Eppure né il giudice di linea né Tourte chiamarono l’“out”. Nel 2024 non c’era ancora l’impiego della tecnologia. Il punto continuò, Sinner rimase sorpreso dall’errore ma proseguì istintivamente lo scambio, finendo poi per perdere il punto.
Quell’episodio cambiò completamente l’inerzia della semifinale. Tsitsipas evitò il doppio break, rientrò mentalmente nel match e riuscì poi a vincere la partita. In molti parlarono apertamente di “furto sportivo”, considerando la gravità dell’errore arbitrale in un momento decisivo dell’incontro.
Nonostante tutto, Sinner reagì con enorme correttezza. In conferenza stampa evitò polemiche aggressive e diede una lezione di fair play: “Tutti possono sbagliare“. Tuttavia ammise anche che quel torto gli aveva provocato un fortissimo nervosismo, contribuendo ai crampi accusati nel finale del match.
Per questo motivo la nuova tensione esplosa agli Internazionali d’Italia contro Tourte non è passata inosservata. Il precedente monegasco pesa ancora nella memoria degli appassionati e rende ancora più significativa la protesta di Jannik sotto la pioggia del Foro Italico.