Ciclismo

‘La Fagianata’ di Magrini: “Per Vingegaard non sarà una passeggiata. Vorrei che Pellizzari azzardasse, attenzione a Pinarello”

Federico Militello

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Torna l’immancabile ‘Fagianata‘, la rubrica giornaliera con cui approfondiremo insieme a Riccardo Magrini, noto commentatore tecnico di Eurosport ed corridore capace in carriera di vincere una tappa al Tour de France, i principali temi del Giro d’Italia 2026. Quest’oggi presentiamo i principali temi della ormai imminente Corsa Rosa.

UN PERCORSO NON COSÌ DURO

Gli arrivi in salita sono 7, poi c’è l’ascesa di Fermo che è abbastanza dura. Il percorso in apparenza sembra semplice, però secondo me è stata un’esigenza dettata dalle situazioni meteo degli ultimi anni. Abbiamo visto che ci sono sempre state difficoltà quando si è andati sopra i 2000 metri. L’unica cosa che a me non è piaciuta molto è dovremo aspettare fino al Blockhaus per vedere qualcosa, ovvero alla settima tappa. Mi aspettavo che ci fosse un arrivo in salita importante già al ritorno in Italia. Poi per il resto le salite ci sono, l’ultima settimana è bella. Io non lo trovo duro come percorso. Si presta agli attacchi, non è adatto solo agli scalatori. Non penso sia una passeggiata trionfale e semplice per Vingegaard.

UNA CRONOMETRO DI 42 KM COMPLETAMENTE PIATTA: QUANTO PUÒ INCIDERE?

La cronometro poteva incidere se ci fosse stato Evenepoel. Uno specialista può rifilare dei minuti agli avversari. Sarà il nodo più difficile per Pellizzari, lì ci può lasciare anche più di un minuto da Vingegaard, che a cronometro va più forte dell’italiano.

DOBBIAMO ASPETTARCI UN VINGEGAARD DOMINANTE CON SVARIATI MINUTI DI VANTAGGIO?

Il Giro, per come è strutturato, potrebbe anche essere finito a metà, se Vingegaard va forte. Io però ho tutta l’impressione che la Visma, visto che avrà addosso tutto il peso della corsa, potrebbe cadere in qualche trabocchetto. Sta alle altre squadre creare sorprese. La Ineos può impensierire la Visma, anche la Red Bull potrebbe creare scompiglio con due punte (Hindley e Pellizzari). Non credo che possano esserci distacchi così grandi con queste salite. Vingegaard è il favorito netto, però ci sono anche tanti corridori che possono anche impensierirlo. Ci sono ad esempio Bernal e Gall, con la Decathlon che ormai va considerata una squadra importante. Il problema è l’assenza di due corridori come Joao Almeida e Carapaz, che avrebbero potuto infastidirlo, ma attenzione alla UAE: con Adam Yates non parte di certo battuta, è un corridore che ha dimostrato in tante occasioni di poter fare bene ed è arrivato sul podio al Tour de France. Lo considero il secondo favorito.

DA PELLIZZARI È LECITO ASPETTARSI UN ULTERIORE SALTO DI QUALITÀ?

Io ci credo. Ha dimostrato qualcosa di importante al Tour of the Alps, dove c’erano Bernal e Arensman. Mi aspetto un Pellizzari vincente: voglio vederlo sul podio, magari con qualche successo di tappa. Il salto di qualità lo ha già fatto, e ne è consapevole. Pellizzari potrebbe giocare sul fatto di avere Hindley come seconda punta. Sul podio ce lo vedo e in qualche occasione mi aspetto che possa mettere in difficoltà Vingegaard. Penso sia l’anno giusto, ma non il Giro giusto, perché quella cronometro così lunga e piatta mi fa paura per lui. Poi è vero che è migliorato tanto, anche la posizione è più aerodinamica.

PELLIZZARI DEVE PENSARE AL PODIO O MAGARI AZZARDARE E PROVARE A TENERE GLI SCATTI DI VINGEGAARD?

Oggi si corre più per il piazzamento che per la vittoria. Però vorrei vederlo lottare per vincere, a costo di saltare. Secondo me caratterialmente è anche pronto. Al Tour of the Alps aveva solo 4″ di vantaggio su Arensman e Bernal, avrebbe potuto starsene a ruota, invece li ha staccati andando a vincere la tappa di Bolzano. Io questo vorrei vedere in Pellizzari: l’azzardo. Questa mentalità vorrei che gli abbia dato l’impulso giusto in più per rischiare anche al Giro.

NESSUNO PARLA DELLA BAHRAIN, MA…

La Bahrain ha due corridori interessanti: uno è Buitrago, che può essere quello che magari spiazza e potrebbe sfruttare delle situazioni particolari nelle fughe, poi c’è Caruso che ci tiene molto a questo Giro d’Italia. Sarebbe un sogno vederlo lottare per il podio. La Bahrain è una squadra che potrebbe anche fare la differenza.

ATTENZIONE ALLE FUGHE BIDONE

Mi immagino un Giro con la Visma in fase di controllo, che potrebbe però anche cascare in quei fugoni che potrebbero metterla in difficoltà. Il territorio italiano si presta a queste situazioni.

CICCONE PENSERÀ DAVVERO SOLO ALLE TAPPE?

Ha dichiarato che non farà classifica. Però considerando che il Blockhaus sarà il primo snodo, se dovesse vincere, considerando che è abruzzese e conosce bene la salita, potrebbe anche pensare di tenere in classifica. In passato ci è sempre rimbalzato, per un motivo o per un altro, a volte anche per sfortuna. Certo è che la Lid-Trek, che ha fatto un investimento forte prendendo Ayuso, è stata un po’ sfortunata quest’anno, anche con Pedersen che era un perno importante. Quindi credo che squadra qualcosa chiederà a Ciccone.

LA POSSIBILE RIVELAZIONE

Pinarello potrebbe ambire ad un piazzamento importante, anche da top10. Per un italiano il Giro rappresenta tanto. E’ tutto da scoprire, però ha la squadra giusta per poter ambire a quella posizione in classifica. Durante le corse sta sempre abbastanza nascosto. Io penso possa fare classifica.

ITALIANI OUTSIDER NELLE VOLATE

Non è che ci sia quel gran nugolo di velocisti, Milan, Groves e Groenewegen a parte. Corridori come Malucelli, Moschetti e Ballerini potrebbero dire la loro, anche per un successo di tappa.

QUANTE TAPPE PUÒ VINCERE L’ITALIA IN QUESTA EDIZIONE?

Una a Ciccone, una o forse anche due Ganna (a cronometro non vedo chi possa batterlo), Pellizzari una può vincerla, Milan due o tre. Poi ci può essere qualche sorpresa. Io penso che sette tappe si possano rimediare. E forse anche di più.

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