Ciclismo
‘La Fagianata’ di Magrini: “In Pellizzari credo ancora: è un talento naturale. Caruso miglior italiano? Non mi stupirebbe”
UNA TAPPA MOVIMENTATA
E’ stata una bella tappa, con tanti corridori di valore. Ciccone ha perso l’attimo marcando Narvaez: quando è partito Caruso, ha un po’ tergiversato, e lì sono attimi. Secondo me non aveva neanche delle gran gambe, un paio di volte ho visto che non era proprio lucido quando doveva dare dei cambi a Narvaez. Chi non ha sbagliato niente è stato Valgren. E’ stato bravo, rimanendo tranquillo, senza sprecare energie a vuoto come ha fatto Rubio.
DAMIANO CARUSO APPRODA IN TOP10
Caruso ha fatto un salto incredibile in classifica. A un certo punto hanno tirato quelli della Tudor per le posizioni da difendere, ma alla Visma andava bene così. Sono stati bravi Caruso, Ciccone e Milesi a rientrare sulla fuga. Caruso ha corso bene, ne aveva anche per tentare il colpaccio. Purtroppo la sparata nel finale l’ha fatta troppo presto, Rubio è rientrato subito. Il terzo posto comunque ha grande valore.
DAMIANO CARUSO MIGLIOR ITALIANO A FINE GIRO?
A questo punto proverà a rimanere nei 10. Lui ha dichiarato che vorrebbe provare a vincere una tappa tra Alleghe e Piancavallo, ma adesso non sarà facile perché diverse squadre avranno interesse a non lasciarlo andar via per la questione dei piazzamenti. Però non sarei sorpreso se a fine Giro fosse il primo degli italiani, perché fondamentalmente ha corso finora senza pressione, ha lavorato tanto per Eulalio, sappiamo che è un corridore di fondo ed esperienza, è arrivato 2° nel 2021, l’anno scorso 5°. Non mi stupirei assolutamente.
PELLIZZARI HA INCASSATO 13 MINUTI ANCHE OGGI: PERCHÉ PROSEGUIRE?
Vuole una onorevole resa con le armi a Roma. Non so se abbia intenzione di risparmiare energie per poi magari tentare una fuga nel tappone di venerdì. Le qualità comunque le ha. Come ho detto ieri, è stato un discorso più di testa che di fisico, altrimenti nella cronometro ed a Pila non facevi quelle prestazioni. Credo vada avanti per regalarsi una vittoria, che di certo non rimedierebbe il suo Giro, visto che era arrivato per fare classifica. Comunque la vedo dura: non credo che Vingegaard lasci andare le fughe ad Alleghe e Piancavallo.
PER PELLIZZARI NON FINISCE QUI
Io in Pellizzari ci credo ancora, ha 22 anni. Sicuramente questa esperienza gli servirà di lezione. Ho sempre fiducia perché è un talento naturale, quindi ci devo credere per forza. Certamente sono rimasto male per quello che è stato. Quando fai una dichiarazione e disattendi le attese, è chiaro che ci rimani male.
SI RISCHIA DI COMMETTERE LO STESSO ERRORE CON PIGANZOLI, PIAZZATO DA GREGARIO?
Non credo, perché Piganzoli sta facendo un percorso completamente diverso. E’ partito come spalla di Vingegaard e il suo capitano sta dominando, invece nel 2025 Roglic si era ritirato, quindi Pellizzari diventò capitano in corso d’opera: sono due cose diverse. Con le dovute cautele, Pellizzari ha vinto il Tour of the Alps con due successi di tappa, mettendosi dietro gente come Arensman e Bernal, che qui al Giro stanno facendo classifica. Bisogna ripartire da lì. Dati alla mano, lui qualcosa ha fatto e ottenuto. Ha fallito semplicemente il Giro d’Italia.
DOMANI IL MURO DI CA’ DEL POGGIO
Ca’ del Poggio può essere un trampolino di lancio perfetto per Narvaez. Penso che ci sarà una fuga e l’ecuadoriano sarà tra i favoriti, anche perché pedala forte. La squadra lo aiuterà di sicuro. La UAE ha già vinto, adesso hanno riconquistato la maglia ciclamino e cercheranno in tutti i modi di tenerla. Non escludo inoltre che la UAE decida anche di tenere chiusa la corsa in vista di Ca’ del Poggio. Bjerg e Morgado possono fare un grande lavoro in questo senso, però è lunga con tutti gli attacchi che ci saranno. Sarà una bella lotta tra Narvaez e Magnier fino a Roma. Domani Narvaez ha bisogno di vincere e magari andarsi a prendere dei punti intermedi tra Alleghe e Piancavallo. Mi devo ricredere sul percorso di questo Giro: all’inizio pensavo fosse troppo leggero, invece è disegnato bene, con belle tappe e trabocchetti.