Ciclismo
‘La Fagianata’ di Magrini: “Forse Pellizzari non era pronto per questo ruolo. Rovinato dalla troppa pressione”
GIULIO PELLIZZARI ALLA DERIVA
L’idea mia è che Pellizzari non fosse ancora pronto per questa consacrazione da capitano in una grande squadra come la Red Bull. Ha sentito troppa pressione e dimostrato un carattere abbastanza leggerino. La troppa pressione purtroppo l’ha rovinato. Aveva vinto il Tour of the Alps, faceva ben sperare e lui stesso ci credeva. Questo virus lo ha sicuramente debilitato, ma a Pila non era andato male. Secondo me il giorno di riposo non l’ha passato bene. Il crollo è stato inaspettato.
IL FORCING DELLA RED BULL POCO PRIMA CHE SI STACCASSE PELLIZZARI
La Red Bull si era messa in testa perché avevano un piano per attaccare. Secondo me Pellizzari non ha avuto la forza e il carisma di dire ‘non facciamo quello che avevamo prefissato perché io non sto bene’. Non c’è stata la comunicazione giusta con i compagni. Si sono accorti subito che Pellizzari non c’era, poi si sono defilati.
LE CAUSE DEL CROLLO DI PELLIZZARI
Io credo sia dovuto soprattutto alla grande pressione, poi una serie di cose l’hanno portato a questa debacle. Non può essere stato solo il virus. Di sicuro non stava benissimo, dopo è crollato tutto.
PELLIZZARI AVRÀ ANCORA LA FIDUCIA DELLA RED BULL?
La fiducia se la deve riconquistare. I valori ci sono, può ancora ambire a ruoli importanti. Pellizzari aveva già fatto dichiarazioni che non andavano bene nei giorni scorsi, dicendo che vorrebbe andare al Tour nel 2027: bisogna pensare al presente. Il tempo per recuperare c’è. Speriamo sia forte abbastanza, perché non mi è sembrato forte nell’affrontare le difficoltà. Gli è arrivato addosso tutto insieme e non ha saputo gestirlo, anzi ne è stato danneggiato.
ANCHE IL COMPORTAMENTO DI HINDLEY NON HA AIUTATO
Il problema non è Hindley, ma è lui. La squadra oggi non si era messa a tirare per Hindley, infatti poi si sono subito fatti da parte quando si è staccato. Volevano tentare qualcosa, ma Pellizzari non era in condizione. Sembra che abbia reagito non con la forza necessaria alle difficoltà incontrate.
L’ITALIA SI AGGRAPPA A PIGANZOLI
Piganzoli può arrivare nei 10. Se ora Vingegaard dovesse tenere la corsa controllata, questo potrebbe favorirlo. Il futuro è lui, ha dimostrato di avere qualità in salita. Non si sa mai che potrebbe anche evolversi, Vingegaard non è eterno. Vedremo.
VINGEGAARD DI UN’ALTRA CATEGORIA
Sarebbe stato un bel Giro se non ci fosse stato Vingegaard, perché è troppo superiore. Oggi si è visto il Vingegaard versione Francia, ha fatto una scalata fenomenale.
UN GIRO CHE HA PERSO INTERESSE PER L’ITALIANO MEDIO
Il Giro è seguito comunque perché Vingegaard ha i suoi tifosi, anche se chiaramente l’interesse della gente è scemato. Speriamo in Piganzoli che possa fare una discreta classifica e magari in qualche successo di tappa. Seguire il Giro è sempre bello. Ci aspettiamo che Vingegaard faccia qualcosa di importante anche nella tappa di Alleghe. Spero a questo punto che possa fare un’altra bella prestazione, stravincendo.
IN TRE PER IL PODIO
Gall mi è sembrato molto forte oggi, anche se non ho capito l’azione della Decathlon. L’austriaco ha uno scatto importante ed imponente. Hindley ha racimolato qualcosina con l’abbuono. Mi è piaciuto molto Derek Gee, che aveva perso un minuto per la caduta in Bulgaria. Sono questi che si possono lottare il podio, contando anche Arensman. Magari Piganzoli può puntare alla maglia bianca scavalcando Eulalio.
DOMANI TAPPA DA FUGA
Narvaez ha il doppio obiettivo della tappa e della maglia ciclamino. Magnier sicuramente gli farà un marcamento pressante, non sarà facile per l’ecuadoriano andare in fuga. Non so con chi, ma mi auguro una vittoria italiana.