Ciclismo

Jonathan Milan sconsolato: “Ci sono poche possibilità in un Grande Giro. Testa a Milano”

Stefano Villa

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Jonathan Milan / Lapresse

Il Giro d’Italia 2026 non sta prendendo la piega desiderata e auspicata da Jonathan Milan, che si è presentato all’appuntamento come uno dei velocisti più accreditati e che dopo sei tappe (di cui ben tre risolte in volata) non è ancora riuscito ad alzare le braccia al cielo. Il 25enne friulano sperava di conquistare la prima maglia rosa sul traguardo di Burgas, ma lo sprint condizionato da una caduta in Bulgaria non gli ha sorriso: si è ritrovato da solo, ha provato a lanciarsi, ma nonostante la potenza sprigionata si è dovuto accontentare della quarta posizione, battuto dal francese Paul Magnier.

Si sperava in un epilogo più felice a Sòfia, ma lo schema tattico non è stato dei migliori: ancora una volta l’alfiere della Lidl-Trek si è ritrovato isolato dopo un lavoro non ottimale della squadra, ha lanciato la volata in anticipo uscendo velocemente da una semicurva, poi sul rettilineo in pavé è mancato qualcosa e ha subito il sorpasso da Magnier, chiudendo al secondo posto. Nella frazione di Napoli, tutto sembrava apparecchiato per un nuovo duello con il transalpino e invece una caduta in una curva a U nel finale ha spezzato il gruppo (successo di Davide Ballerini, bravo ad approfittare della situazione).

La tappa odierna con arrivo a Novi Ligure poteva essere adatta ai velocisti, ma andavano superati i due GPM proposti nella parte centrale del percorso: il forcing della Movistar ha estromesso l’azzurro e le altre ruote veloci dalla lotta per la vittoria facendo propria la differenza su quelle due salite. Addio sogni di gloria per l’alfiere della Lidl-Trek, che ora inseguirà il colpaccio nelle due tappe completamente pianeggianti di Milano (domenica 24 maggio) e di Roma (domenica 31 maggio).

Jonathan Milan ha analizzato la propria prestazione ai microfoni della Rai: “Sapevamo che sarebbe potuta venire fuori una tappa competitiva, abbiamo cercato di tenere duro. Abbiamo avuto una bella collaborazione con Magnier, abbiamo fatto il massimo, siamo arrivati a 50”, poi non siamo riusciti a rientrare. Ci siamo rialzati a 15 km dall’arrivo. Mi dispiace, non posso dire altrimenti. Le possibilità sono quelle che sono in una Grande Giro, quelle passate sono andate come sono andate. Ci tenevo a fare bene, ora testa a domenica“.

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