Ciclismo
Jonas Vingegaard stacca tutti e si prende la maglia rosa a Pila. Reazione di Pellizzari, Piganzoli stupisce
Uno, due, tre. Tre veri arrivi in salita e tre successi per Jonas Vingegaard: è il più forte corridore di questo Giro d’Italia e lo sta dimostrando alla sua maniera, senza esagerare, ma dominando da campione. Quattordicesima tappa, traguardo in quel di Pila, altro show del danese della Visma | Lease a Bike: attacca, sbaraglia la concorrenza e si prende oltre al trionfo parziale anche la Maglia Rosa ed un gran pezzo della Corsa Rosa.
Come di consueto nella prima parte di gara si è andato a formare un folto drappello al comando: in fuga Luca Vergallito (Alpecin-Premier Tech), Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Alexander Cepeda e Jardi Christiaan van der Lee (EF Education-EasyPost), Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Enric Mas, Juanpe López, Lorenzo Milesi, Einer Rubio (Movistar Team), Jan Hirt (NSN Cycling Team), David de la Cruz, Mark Donovan, Nickolas Zukowsky (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Aleksandr Vlasov (Red Bull-BORA-hansgrohe), Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Koen Bouwman, Christopher Juul-Jensen (Team Jayco AlUla), Warren Barguil(Team Picnic PostNL), Mattia Bais, Ludovico Crescioli (Team Polti VistiMalta), Jan Christen, Igor Arrieta e Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates-XRG), Wout Poels (Unibet Rose Rockets), Johannes Kulset e Andreas Leknessund (Uno-X Mobility).
Il gruppo però oggi non ha lasciato spazio agli attaccanti: Team Visma | Lease a Bike che ha dettato il passo praticamente dal via, gestendo al meglio il margine degli uomini all’attacco. Una decina di uomini (tra questi anche uno scatenato Giulio Ciccone) ha approcciato l’ascesa finale con un paio di minuti di vantaggio sul plotone della Maglia Rosa, da lì è iniziata la battaglia conclusiva.
Davanti Ciccone e Rubio ci hanno provato in tutti i modi a fare la differenza, senza riuscirci perché il ritmo da dietro di Campenaerts, Kuss e Piganzoli è stato impressionante (vittime di lusso Ben O’Connor, la Maglia Rosa Afonso Eulalio e Derek Gee). A meno di cinque chilometri dall’arrivo è arrivata la progressione di Jonas Vingegaard: nessuno è riuscito a tenere la ruota del danese, che è andato via alla sua maniera. L’ultimo ad arrendersi, come sugli arrivi in salita di Blockhaus e Corno alle Scale è stato l’austriaco Felix Gall, che ha concluso la corsa a 48” dalla vetta.
Da sottolineare invece è stata la scalata di Giulio Pellizzari: l’azzurro sembrava al gancio, sempre in ultima posizione del drappello, invece a mano a mano è salito del proprio passo ed è riuscito a scavalcare tutti i rivali chiudendo quinto, andando a riprendere anche il compagno di squadra Jai Hindley (secondo a 58”) ed un Piganzoli maestoso (quarto al traguardo), nonostante il lavoro fatto. Sesto a 1’22” dalla vetta Thymen Arensman, poi Storer. 3′ invece di ritardo per un Eulalio in grande difficoltà, giunto davanti a O’Connor.