Roland Garros
Jasmine Paolini spiega: “Ho ritrovato lucidità, decisione giusta non giocare il doppio”
Jasmine Paolini ritrova sorriso, certezze e soprattutto una vittoria pesante al debutto nel Roland Garros 2026. Sul Simonne Mathieu la numero 13 del mondo supera in due set l’ucraina Dayana Yastremska con il punteggio di 7-5 6-3. Finalista a Parigi nel 2024, la toscana centra così il decimo passaggio consecutivo del primo turno in uno Slam e manda segnali incoraggianti dopo una prima parte di stagione altalenante.
Il successo contro Yastremska, giocatrice particolarmente pericolosa sulla terra e reduce da ottimi risultati, non era affatto scontato. Lo sa bene la stessa Paolini, che in conferenza stampa ha sottolineato il valore della prestazione: “Penso sia stato un primo turno davvero duro, lei sta giocando bene e ha vinto il torneo due settimane fa, quindi non era un esordio semplice“. La chiave, per Jasmine, è stata soprattutto la gestione mentale del match: “Sono contenta di come ho gestito i momenti difficili e di come ho giocato in generale, credo di aver fatto un buon lavoro“.
Jasmine ha ammesso di aver avvertito pressione dopo gli straordinari risultati ottenuti nelle ultime stagioni sul rosso: “Penso di essermi messa magari un po’ di pressione all’inizio dell’anno, ma adesso mi sento più rilassata“. La numero uno italiana però vede segnali di crescita: “Negli ultimi tornei ho giocato meglio. Credo che il mio livello ci sia, devo solo continuare a lavorare e restare concentrata, perché a volte la mia attenzione scende“.
Proprio la concentrazione è stata il tema centrale del primo set. Dopo essere salita sul 3-1, Paolini si è ritrovata improvvisamente sotto 5-3, rischiando di complicarsi la partita. In quel momento, però, è arrivata la reazione che spesso era mancata nei mesi scorsi. “Avevo purtroppo perso un po’ la concentrazione“, ha spiegato. “Mi sono detta di rimanere lì, concentrata e lucida, perché serviva lucidità per gestire il match di oggi“. Da lì la svolta, con quattro game consecutivi e il set portato a casa. “Lei è una giocatrice difficile, molto potente, quindi era fondamentale rimanere lucidi e fare le scelte tattiche giuste“.
La sensazione, osservando il match, è stata quella di una Paolini più paziente e meno frenetica nei momenti delicati. Una lettura condivisa anche dalla stessa azzurra: “Oggi in quei momenti serviva mettere pressione all’altra, ma con pazienza. Ho cercato di metterla sotto stress e di farle giocare sempre una palla in più“. Un aspetto che l’azzurra considera decisivo anche per il prosieguo del torneo: “Quest’anno ci sono stati tanti match in cui ero lì, ma li ho persi, e oggi sono contenta di aver girato quel primo set, perché credo sia importante per la fiducia“.
Importante, come sempre, anche il supporto di Sara Errani, presenza costante nell’angolo di Paolini. I dialoghi continui tra le due durante il match sono ormai una consuetudine, e Jasmine ne ha spiegato il valore: “Nei momenti difficili magari una parola o una frase possono darti una mano“. Poi ha aggiunto: “Stiamo cercando di capire che tipo di cose mi piacciono e quali no, stiamo imparando insieme. Penso che lei possa aiutarmi durante e prima delle partite“.
A Parigi, però, Paolini ha scelto di rinunciare al doppio, decisione non semplice considerando i grandi risultati ottenuti negli ultimi anni proprio insieme a Errani. “Mi dispiace non poter giocare il doppio quest’anno, soprattutto qui, per la storia che abbiamo avuto negli ultimi tre anni“, ha confessato. “Però sinceramente era la decisione giusta“. Una scelta che le permetterà di gestire meglio energie e programmazione: “Ho più controllo sugli orari di allenamento e su quanto tempo starò in campo“.
Nel secondo turno la toscana troverà l’argentina Solana Sierra, sorpresa del primo turno dopo il successo contro Emma Raducanu. Paolini conosce ancora poco la prossima avversaria: “Non la conosco davvero. Dovrò guardare un po’ di video e studiarla“. Ma un’idea se l’è già fatta: “Secondo me sulla terra può giocare bene, perché di solito gli argentini sulla terra giocano bene, sanno usare le rotazioni“.
Ed è proprio attraverso lo studio e l’attenzione ai dettagli che Jasmine preparerà la sfida: “Insieme al mio team cerchiamo di capire come gioca l’avversaria, così almeno entro in campo avendo un’idea chiara. Poi è ovvio che devo pensare molto anche a quello che devo fare io“.
Dichiarazioni da Vanni Gibertini