Internazionali d'Italia

Jannik Sinner, Roma, la storia e oltre. Ora il Roland Garros per prendersi tutto il rosso

Federico Rossini

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Jannik Sinner, Sergio Mattarella / LaPresse

Rimarranno negli occhi di tutti gli italiani le immagini della premiazione degli Internazionali d’Italia 2026. Schierati intorno a Jannik Sinner il numero 1 della FITP, Angelo Binaghi, a sinistra, l’uomo che cinquant’anni fa a Roma aveva vinto, Adriano Panatta, e al centro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Con il quale il leader del ranking ATP ha scherzato, scambiando qualche parola e creando dei momenti, proprio durante la consegna del trofeo, che hanno lasciato il sano senso del sorriso in tutti gli spettatori.

Sinner, ormai, è l’uomo dei record. Lo stanno vedendo tutti. Lo sanno tutti. 29 match consecutivi vinti, 34 all’interno dei Masters 1000, sei 1000 consecutivi vinti e tutti e 5 i primi del 2026, l’intero blocco di quelli sul rosso conquistati come Rafael Nadal nel 2010. E poi ancora: tutti i Masters 1000 già vinti a 24 anni, con Novak Djokovic che ci riuscì a 31. E sempre Djokovic è ormai nel mirino di Sinner in un altro senso: il serbo ha vinto un’unica volta sei 1000 in un anno, nel 2015. E Jannik è lì, con quattro chance di raggiungerlo e poi superarlo tra Canada, Cincinnati, Shanghai e Parigi indoor.

Il sesto italiano a vincere gli Internazionali d’Italia dopo Emanuele Sertorio, Giovanni Palmieri, Fausto Gardini, Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta l’ha fatto alla sua maniera, in modo anche non banale se vogliamo. Dominato praticamente tutto il dominabile fino ai quarti di finale, è in semifinale che ha avuto il massimo delle difficoltà contro una delle più importanti versioni di Daniil Medvedev sul rosso. Una vera battaglia tennistica, vinta però in due giorni dall’italiano. Che, forse, un minimo l’ha sentita nell’inizio della finale, quando ha subito il break da Casper Ruud. Si è però trattato solo di un attimo: il norvegese se l’è giocata davvero molto bene, ma non è ancora riuscito a conquistare alcun set contro il numero 1 del mondo.

Dei record, dei numeri, delle sensazioni sul campo, delle parole s’è detto già molto e forse anche tutto. Adesso, però, c’è l’obiettivo dichiarato di inizio stagione: il Roland Garros. Quello che gli è sfuggito in modo così brutale nel 2025, in una delle finali più incredibili non solo a Parigi, ma nella storia del tennis a livello Slam. I giorni del Bois de Boulogne saranno vissuti da un po’ tutta l’Italia tennistica con un’apprensione diversa, particolare. Perché ancora nella mente di tutti è quella sfida con Carlos Alcaraz, che sarà il grande assente sui campi transalpini assieme a Lorenzo Musetti. Di avversari, però, Jannik ne avrà tanti. E soprattutto c’è ancora l’ombra di Novak Djokovic. Chissà se la sfida ultima sarà tra loro due. Certo è che Sinner, oggi, sta dimostrando di volere tutto. Senza freni.

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