Roland Garros
Jannik Sinner: “La pressione ci sarà sempre. Devo migliorare il mio gioco, prima non capivo l’importanza della palestra”
Jannik Sinner ha parlato in conferenza stampa dopo il successo all’esordio nel Roland Garros 2026 di tennis: l’azzuro si è soffermato su alcuni aspetti tattici del proprio gioco, parlando anche delle possibili differenze tra sessione diurna e serale.
L’analisi del match vinto contro Tabur: “Iniziare un torneo è sempre molto speciale e giocare la sessione serale è molto bello. Lui è un ottimo avversario, ero curioso di affrontarlo, abbiamo fatto alcuni scambi davvero buoni e sono molto contento del livello di oggi. I primi turni, come ho sempre detto, non sono mai facili, quindi sono molto felice“.
Giocare di giorno potrebbe portare a problemi col caldo: “Sono contento di giocare di sera ma anche di giorno, in qualunque orario mi mettano. Credo di aver gestito molto bene il caldo ad Indian Wells, quest’anno faceva davvero caldo e non ho avuto problemi, ci siamo preparati bene. Qui il caldo è diverso, ma l’umidità non è così pesante come magari in Australia o negli Stati Uniti. Ogni giorno conta: domani sarà una buona giornata per abituarsi al caldo e poi vedremo quando giocherò se sarà un problema o meno“.
L’assenza di Alcaraz mette ancora maggior pressione all’azzurro: “La pressione ci sarà sempre, fa parte del lavoro di un tennista. Credo che ognuno abbia pressione nel proprio lavoro: anche voi ne avete, nel cercare di pubblicare un buon pezzo di giornalismo, è normale. Cerco di viverla in modo naturale, so che tipo di giocatore sono. Se non senti pressione significa che non ti importa, e a me importa molto di quello che cerco di ottenere in campo. Allo stesso tempo so che il mondo non crolla se perdo. In ogni caso cerco di fare del mio meglio, sono competitivo, cerco di mettermi nella miglior posizione possibile e basta“.
L’evoluzione del gioco di Sinner: “Come ho sempre detto, credo che a 24 anni non sei ancora completo. Sono anni importanti, soprattutto quelli tra i 20 e i 27-28, perché normalmente lì dai una forma al corpo, una certa forma anche al tuo gioco, e poi dopo si tratta quasi più di mantenere un certo ritmo, il che non vuol dire che dopo non migliori, anzi: se guardiamo Rafa, Roger, Novak, hanno sempre migliorato ed è lì la differenza. Sono contento di come stiamo giocando, so dove possiamo migliorare, anche nel servizio, a volte magari cambiarlo ancora di più. Da fondo campo bisogna essere sempre messi molto bene tatticamente, a volte accorciare il punto, a volte allungarlo, dipende dalle situazioni. Secondo me ci sono sicuramente ancora alcune cose su cui possiamo migliorare“.
L’importanza del team e del riposo tra i vari tornei: “Il riposo fa parte dell’allenamento, se vuoi arrivare bene a più tornei possibile devi riposare. Ho tanta passione per quello che faccio, amo giocare a tennis e mi piace stare in campo. Ho capito anche mentalmente quanto sia importante fare palestra: magari prima facevo un po’ più fatica mentalmente ad allenarmi, invece ora so quello che devo fare perché fa parte del gioco. Sto anche capendo che sono molto felice quando non tocco la racchetta. Anche questo fa parte dei 24 anni, non sai ancora benissimo tutto, hai bisogno di una guida. Sono consapevole di quanto sono cresciuto come persona, ma non posso sapere tutto. È importante avere questo team molto onesto e mi fido tanto di loro, perché senza di loro non sarei qui”.
Il livello di gioco offerto in campo: “Do sempre il 100% di quello che ho quel giorno, magari oggi non sono al mio 100% assoluto, ma ho dato tutto quello che avevo. Non voglio avere rimpianti quando vado a letto. Stiamo cercando di capire cosa funziona molto bene quando giochi la sessione serale, in vista della prossima partita, e vediamo come va. I primi turni non sono mai semplici a prescindere, quindi sono contento“.
Dichiarazioni raccolte a cura di Vanni Gibertini