Internazionali d'Italia
Jannik Sinner: “La perfezione non esiste, i dettagli ad alto livello fanno la differenza”
Jannik Sinner ha parlato con i giornalisti in conferenza stampa dopo l’esordio vincente nell’ATP Masters 1000 di Roma, nel quale ha sconfitto l’austriaco Sebastian Ofner con lo score di 6-3 6-4. Lavoro, mentalità ed affetto dei tifosi tra i temi toccati dal numero 1 del mondo.
L’analisi del match giocato questa sera: “La partita non era scontata, avevamo giocato qualche anno fa, ma siamo entrambi diversi. Era un giocatore nuovo, dovevo adattarmi. Sono contento, le prime partite sono sempre difficili. Credo che i match si vincano prima, con tutto il lavoro che si fa, alzando l’intensità in allenamento. Allenarmi con Flavio Cobolli e tutti gli altri italiani è sempre un piacere. Forse c’è anche sana competizione, perché proviamo a spingerci al massimo“.
L’unico precedente con Ofner risaliva al Challenger di Ortisei del 2019: “Ho fatto tanta strada, ma non pensavo fosse questo il risultato. Sono realista, era impossibile pensarlo 6 anni fa. Era la prima volta che entravo nei 100, quando vinsi le Next Gen e debuttai a Roma, sul Centrale, battendo Johnson. Tutto è positivo, ma lo vivi in un altro modo, con tanti dubbi. Voglio vedere il mio potenziale massimo, che va oltre. Non parlo di vittorie e tornei. Voglio finire consapevole di aver dato tutto“.
L’affetto della folla nei confronti del numero 1 e di tutti gli azzurri in generale: “Faccio solo hotel-campo. Tante cose sono cambiate qui, la gente sa che potrebbero esserci tennisti nei ristoranti, quindi preferisco stare tranquillo, ma mi colpisce l’affetto che mi danno, ed è bellissimo che ci siano tanti bambini e ragazzi, è bello che abbiano già questa passione, sono il futuro. Siamo un grande gruppo, con tanti giocatori italiani“.
Gli aspetti sui quali Sinner continua a lavorare in allenamento: “La perfezione non esiste. Stiamo cercando di migliorare su tutti i colpi, nelle piccole cose e sui dettagli, che ad alto livello fanno la differenza. Stiamo provando a stabilizzare il servizio, su terra è più difficile, servi in modo diverso, ma è il colpo su cui ho il focus, anche in allenamento, alla fine il tennis è come un puzzle, tutte le cose devono essere attaccate“.
L’importanza dell’aspetto mentale: “Prima di ogni partita ho dei dubbi, è la cosa più normale. Se non lo senti, se non senti la pressione, vuol dire che non ci tieni. Sono più consapevole di tanti anni fa, ma anche oggi entro in campo con dei piccoli dubbi, ma lo devi anche gestire, il dubbio è connesso con la pressione in sé, ma se non riesci a gestirla è meglio smettere. Ci sono tante cose messe insieme, non solo giocare, ma anche in campo devi essere consapevole che sai fare delle cose e poi devi andare“.
Dichiarazioni raccolte da Luciano De Gregorio