Internazionali d'Italia
Jannik Sinner alla conquista di Roma contro Casper Ruud. E anche Bolelli/Vavassori sognano
Giornata italiana a dir poco al Foro Italico di Roma. Già, perché non sarà solo tempo di Jannik Sinner contro Casper Ruud agli Internazionali d’Italia 2026. Quasi a mò di antipasto, alle 14:00, dunque ben prima delle 17:00, ci sarà l’ultimo atto del doppio maschile con Simone Bolelli e Andrea Vavassori opposti a Marcel Granollers e Horacio Zeballos, in quello che ormai è un classico. Ma andiamo con ordine.
Partiamo dalla sfida che tutti hanno bramato per due, intensissimi giorni. Sinner, infatti, arriva all’ultimo atto dopo la lotta furiosa contro Daniil Medvedev, una vittoria arpionata tra pioggia, sera, campo lento, difficoltà, fatica, sospensione, ripresa pomeridiana e successo. Tutti gli elementi, in breve, di quando il tennis si trasforma in una questione personale tra due esseri umani, e tale è stata tra Sinner e Medvedev. Jannik, però, ha dimostrato nuovamente che tipo di qualità ha: saper gestire le proprie situazioni, saperle riconoscere, e saper soprattutto resettare e trovare una linea che gli permette di arrivare ad agguantare i momenti decisivi. Specie contro un giocatore che, per 50 minuti, venerdì, non sbagliava una palla ed era in versione 2021-2022, i suoi anni migliori.
Per Sinner c’è un 4-0 nei precedenti, ma, come ha detto anche lui, conta il giusto. Perché Ruud non è un avversario qualsiasi, ma uno che della terra rossa sa cosa farsene, e che avrebbe vinto assai di più se non si fosse trovato davanti gente come Nadal, Djokovic, Alcaraz e Sinner. E che, sul rosso, ha avuto in Federer uno dei primi avversari. Le finali 1000 sul rosso ora le ha collezionate tutte. Ed è pronto a dare battaglia dopo un percorso che lo ha visto perdere un unico set e mostrarsi all’altezza della situazione. Ma che fosse in ritrovata forma lo si era visto già a Madrid, dove ha raggiunto i quarti.
Complessivamente, insomma, una sfida che vale molto non solo per i suoi inevitabili significati italiani, l’eredità di Adriano Panatta, la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una sfida che vale anche perché può portare Sinner sempre più lontano. In ballo c’è anche un record fuori norma: i tre 1000 rossi vinti. Tutti. Un solo uomo è riuscito in questa impresa, nel 2010. Si chiama Rafael Nadal ed è stato il più grande giocatore sul rosso mai esistito. Più di Vilas, più di Borg, più di tutti. Per Jannik, insomma, la possibilità di raggiungere talmente tanti pezzi di storia che si perdono minuti solo a fare l’elenco. Ma questo, forse, è il potenziale record che fa impressione.
Si diceva anche dell’altro ultimo atto, quello di Bolelli e Vavassori. Un classico, perché con Granollers/Zeballos ci hanno già giocato cinque volte, con un bilancio di 3-2 nei precedenti e le ATP Finals quale ultimo capitolo di questa storia, almeno finora. Dal 1991 non c’era un italiano in finale nel torneo di doppio, Omar Camporese nel caso (con Goran Ivanisevic: vinsero), dal 1963 non vi si trovava una coppia tutta italiana. Quella formata da Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola, che sette finali giocarono agli Internazionali, sei ne persero e una se la trovarono sospesa e mai più ripresa, quella del 1960. E, paradosso dei paradossi, nessuna coppia tutta azzurra ha mai vinto Roma. Ci riusciranno Simone e Andrea?