Tennis
I dubbi di Greg Rusedski: “Non credo che Alcaraz giochi a Wimbledon”
Il conto alla rovescia per il ritorno in campo di Carlos Alcaraz continua, ma intorno alle sue condizioni fisiche restano ancora molte incognite. Il numero due del mondo è fermo da oltre un mese dopo il problema al polso accusato a Barcellona e, dopo aver già rinunciato al Mutua Madrid Open, agli Internazionali d’Italia e al Roland Garros, il grande interrogativo riguarda ora la stagione sull’erba e soprattutto Wimbledon.
Lo spagnolo sta seguendo un percorso di recupero estremamente prudente, monitorando quotidianamente le risposte del polso insieme al proprio team. L’obiettivo resta quello di tornare competitivo in tempo per l’erba, magari già al Queen’s, ma senza forzare i tempi. La priorità è evitare qualsiasi ricaduta che possa compromettere il resto della stagione, soprattutto in vista del swing americano sul cemento.
Nel frattempo, nel circuito crescono i dubbi sulla reale possibilità di vedere Alcaraz ai Championships. Tra le voci più scettiche c’è quella di Greg Rusedski, ex finalista degli US Open e mai troppo incline ai giri di parole quando si tratta di analizzare il panorama del tennis internazionale.
Secondo l’ex giocatore britannico, le possibilità di rivedere Alcaraz a Londra sarebbero ridotte: “Non credo che Alcaraz tornerà a Wimbledon quest’anno“. Una presa di posizione netta, che Rusedski collega direttamente anche alle ambizioni di Novak Djokovic, convinto che il serbo possa approfittare dell’eventuale assenza dello spagnolo per inseguire un altro traguardo storico: “Penso che sia lì che Djokovic stia pensando di far saltare il banco“.
Rusedski vede infatti nell’erba londinese la miglior occasione per Nole di conquistare il 25° Slam della carriera, anche considerando le condizioni fisiche non sempre impeccabili di Jannik Sinner, chiamato a difendere il titolo dopo mesi molto intensi sul piano atletico.
L’ex giocatore invita anche a non dare mai per finito il campione serbo: “Lì vorrà essere in perfetta forma, ma cercherà anche di fare esperienza a Parigi, magari giocando qualche torneo sull’erba, per poi raggiungere il picco di forma a Wimbledon“. E ancora: “Non bisogna mai sottovalutarlo. Se Novak è in salute e al massimo della forma, può battere chiunque. È sempre forte“.
Sul fronte Alcaraz, invece, Rusedski predica cautela assoluta e richiama alla memoria un precedente pesante come quello di Juan Martín del Potro, la cui carriera fu pesantemente condizionata proprio dai continui problemi al polso. “Abbiamo perso un grande giocatore per lunghi periodi. Quindi, Alcaraz, finché non sarà pronto, non tornerà“, ha sottolineato.