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Golf: al PGA Championship Smalley e McNealy guidano nella grande incertezza

Federico Rossini

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Alex Smalley / LaPresse

Dopo due giri appare fortissima l’incertezza che regna sull’Aronimink Golf Club, la sede del PGA Championship 2026. Tantissimi i giocatori racchiusi in un fazzoletto, praticamente tutti quelli nelle prime 30 posizioni (score di +1 nell’estremo basso) che, con un gran giro, possono aspirare al successo e possibili storie che s’intrecciano fanno il loro ingresso nel secondo Major dell’anno.

I leader, innanzitutto: se Alex Smalley si conferma girando in un -1 che lo porta a -4, arriva l’aggancio da parte di Maverick McNealy, che risale 14 posti e non è neppure l’unico a farlo. Tre degli altri quattro co-leader di ieri, infatti, scendono: il sudafricano Aldrich Potgieter, il tedesco Stephan Jaeger e l’australiano Min Woo Lee sono a -3 con Chris Gotterup, Max Greyserman e il giapponese Hideki Matsuyama.

Molto più ampia la quota USA in nona posizione: se prima di americani ne abbiamo visti appena quattro, ora ce ne sono altrettanti, sì, ma su sette. Parliamo, a -2, di Scottie Scheffler (anche l’ex numero 1 del mondo scende dalla leadership), Justin Tomas, Harris English e Cameron Young, che si trovano con lo spagnolo David Puig, lo svedese Ludvig Aberg e il sudcoreano Si Woo Kim.

Più che i nomi dei big (e il crollo di Shane Lowry che si salva di un nonnulla dal taglio), sono i tagliati a far rumore. E non poco. Tra questi troviamo lo scozzese Robert MacIntyre, il sudcoreano Sungjae Im, l’inglese Tommy Fleetwood, il norvegese Viktor Hovland, l’austriaco Sepp Straka e l’USA Bryson DeChambeau. Non proprio gli ultimi arrivati.

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