Ciclismo

Giuseppe Martinelli: “Pellizzari deve ricordarsi chi è Vingegaard e avere pazienza. Gall era il più brillante nel finale”

Alessandro Passanti

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Giulio Pellizzari / Lapresse

Giuseppe Martinelli è stato l’ospite della puntata odierna di Bike Today, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il dirigente sportivo ed ex ciclista classe 1955 ha analizzato quanto avvenuto nella tappa odierna del Giro d’Italia dall’alto della sua clamorosa esperienza nel ciclismo e nella Corsa Rosa, avendola vinta più e più volte da manager.

La frazione odierna, che si è conclusa in cima al temibile Blockhaus ha visto il trionfo del grande favorito della Corsa Rosa edizione 2026. “Jonas Vingegaard ha dato la prima dimostrazione di forza anche se, ad essere sincero, mi aspettavo anche qualcosa in più da lui. Dopotutto negli ultimi chilometri mi ha dato la sensazione che abbia sofferto un po’. Ha voluto staccare Pellizzari con tutte le sue forze e probabilmente l’ha un po’ pagato nel finale. Gall infatti quasi lo stava riprendendo. Sicuramente è il più forte ed è il favorito, c’è poco da dire”.

Uno dei protagonisti della tappa odierna è stato il nostro Giulio Pellizzari: “Cosa gli posso dire? Gli auguro di rimanere lì vicino ai migliori perché sono sicuro che avrà tante altre occasioni per farsi luce. Un aspetto da valutare, però, sono le mosse tattiche di Visma e Red Bull. Anche oggi non ho capito bene come si sono mosse, soprattutto la squadra di Pellizzari. Forse hanno chiesto a Giulio come stesse e se fosse il caso di accelerare. Per come stava procedendo la tappa io non l’avrei mai fatto. Dopotutto Pellizzari aveva ancora Hindley come punto di riferimento. Dico anche che, se fosse stato con Gall, probabilmente avrebbe mantenuto il gap accumulato quando ha esagerato provando a rimanere con Vingegaard”.

Felix Gall, come detto, si è segnalato nel migliore dei modi sulla salita verso il Blockhaus: “Penso addirittura che nel finale fosse il più brillante del lotto. Anzi, se ci fossero stati altri 500 metri di salita dura penso che potesse anche rischiare di andare a riprendere il danese. Pensando a questo finale di tappa non voglio gettare la croce addosso a Pellizzari. Credo però, con il senno di poi, che avrebbe dovuto proseguire del suo passo senza forzare al massimo. Deve ricordarsi che è un giovane e ha provato a tenere testa a un campione che ha vinto 2 Tour de France ed una Vuelta. Uno che battaglia quasi alla pari con Tadej Pogacar, per cui è come se Giulio avesse risposto agli attacchi del fuoriclasse sloveno”.

Che consiglio darebbe Martinelli al giovane Pellizzari per il prosieguo del suo Giro? Gli direi sicuramente di avere pazienza. Io aspetterei. Vingegaard è forte, certo, ma la sua squadra non è imbattibile. Sicuramente è forte, ma non fortissima come sarà al Tour de France. Non ha tutte le frecce migliori qui. Farei finta, quindi, che il capitano della squadra sia Hindley in questo momento. Poi, quando arriverà l’ultima settimana della corsa, inizierei a guardare la classifica. Senza pressioni. In questo momento, infatti, ci sono altri ciclisti più abituati di lui a questi palcoscenici”.

Cosa aspettarsi dalle squadre di testa?In casa Visma la grande fortuna è che Eulalio abbia mantenuto la Maglia Rosa. Per questo motivo lavoreranno al massimo e lo faranno, involontariamente, anche per la squadra di Vingegaard. Non è un vantaggio di poco conto, dopotutto è un team abituato a lavorare. La Bahrain? Quest’anno ha vinto meno del solito per cui farà di tutto per tenere la Maglia Rosa. Nella tappa di Fermo non penso che la classifica vivrà scossoni particolari, mi immagino un po’ di tentativi di fughe”.

Passiamo ora a Giulio Ciccone. Come si svilupperà il suo Giro?Forse era l’unico anno che era convinto di puntare solo alle tappe poi si è trovato in Maglia Rosa e sono cambiati tutti i suoi scenari. Sicuramente perdere il primato dopo un solo giorno gli ha buttato il morale sotto i tacchi. Peccato, ma in quella tappa era rimasto senza squadra, ma sono cose che capitano. Lo vedremo ancora protagonista, ma deve ancora recuperare la batosta dell’aver perso la Maglia Rosa”.

Un altro italiano che sta soffrendo è, senza dubbio, Jonathan Milan:Quando ho visto che era in fuga sin dai primi chilometri nella tappa del Blockhaus mi sono chiesto il perchè di quella mossa. Il traguardo che assegnava i punti per la Maglia Ciclamino era lontano dopotutto. Forse aveva bisogno di sfogarsi un po’ dopo alcune volate non andate come avrebbe voluto. Il migliore negli sprint al momento è Paul Magnier. Mi ha impressionato, non sarà facile da battere nel prosieguo del Giro”.

Martinelli prova poi a fare le carte alle prossime tappe.Pensiamo all’arrivo al Corno alle Scale. Una salita che non sembra dura, ma negli ultimi 4-5 km diventa vera. Penso proprio che vedremo battaglia. Vingegaard come si muoverà? Sicuramente attende la cronometro Viareggio-Massa. Una crono molto più lunga del solito con ben 42 km. Completamente pianeggiante. Il danese potrebbe davvero guadagnare tanto sui rivali. Magari non su Pellizzari, ma su tanti prenderà anche più di un minuto. Le crono, di questo tipo per giunta, nella seconda settimana, possono fare male”.

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