Ciclismo
Giulio Pellizzari respinto al primo Giro d’Italia da capitano. Ombre da scacciare e gerarchie più incerte
È la giornata più dura dell’intera carriera. Il giorno delle domande e delle poche risposte, dei tanti dubbi, della rabbia e delle difficoltà, sia fisiche che psicologiche. Giulio Pellizzari è stato definitivamente respinto dal Giro d’Italia 2026: l’arrivo in vetta a Carì ha messo in crisi la stella tricolore che si è dovuta arrendere alle difficoltà.
Di certezze in questa Corsa Rosa, la prima disputata da capitano dal classe 2003, ce n’erano davvero poche: dopo la batosta del Blockhaus è arrivato un malanno gastrointestinale che ha debilitato il marchigiano, mai recuperato del tutto.
Momenti di alti (veramente pochi, se non la reazione di sabato a Pila) alternati a tanti momenti di bassi, con l’ascesa difficoltosa al Corno alle Scale e in generale una condizione che non è mai tornata al top. Oggi la crisi definitiva all’approccio dell’ultima ascesa e l’addio alle chance di puntare a qualcosa di importante.
Ora in casa Red Bull – BORA – hansgrohe il capitano è ovviamente Jai Hindley che si gioca il podio, con Pellizzari che se dovesse ritrovare brillantezza sarà sicuramente gregario di lusso per l’australiano. In generale sarà da capire nel futuro la gerarchia della compagine tedesca e quando deciderà di testare nuovamente da capitano l’azzurro che per il 2027 vorrebbe provare a correre il Tour de France (ma avrebbe come compagni nomi del calibro di Primoz Roglic, Remco Evenepoel e Florian Lipowitz).