Ciclismo

Giulio Ciccone furibondo: “Rubio non ha avuto rispetto, si è comportato da piccolo uomo”

Stefano Villa

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Giulio Ciccone / Lapresse

Giulio Ciccone è entrato nella fuga da lontano che ha animato la diciannovesima tappa del Giro d’Italia 2026, con una duplice missione: conquistare una vagonata di punti per meritarsi la maglia azzurra di miglior scalatore della Corsa Rosa e provare a vincere la frazione, dopo i molteplici tentativi andati a vuoto nel corso delle tre settimane di gara. Il ciclista abruzzese ha centrato il primo obiettivo, mentre il secondo è sfumato quando mancavano un paio di chilometri dal traguardo di Alleghe, dove è stato raggiunto e superato in salita dallo statunitense Sepp Kuss.

L’alfiere della Lidl-Trek è passato in prima posizione sul Coi e sul Passo Giau, ma in prossimità del GPM del Passo Falzarego è stato attaccato a sorpresa da colombiano Einar Rubio, il quale si era risentito per quanto successo in precedenza al Chilometro Red Bull, dove il canadese Derek Gee e l’australiano Michael Storer avevano sprintato per guadagnare i secondi di abbuono (sono uomini di classifica). Il KM sponsorizzato dalla nota industria austriaca è previsto un assegno da 2500 euro per il primo transito e probabilmente il sudamericano si è risentito per un mancato accordo, su cui oggettivamente Ciccone non ha colpe.

Superato il Falzarego, il miglior scalatore del Giro d’Italia ha attaccato in discesa ed è andato via in solitaria, ha guadagnato un minuto di vantaggio sugli altri compagni di fuga, ma sull’ascesa conclusiva ha subito la risalita di Kuss e del compagno di squadra Derek Gee. Giulio Ciccone ha poi espresso tutta la propria amarezza ai microfoni della Rai: “Rubio non ha avuto rispetto. Si è arrabbiato con me per l’abbuono del chilometro Red Bull, ma non c’entravo nulla riguardava gli uomini di classifica“.

Il ciclista italiano non si è nascosto e ha attaccato il sudamericano in maniera diretta: “Sul GPM ho sbagliato io, ma Rubio ha fatto una mossa da piccolo corridore. Io ho speso tantissimo, per prendere la maglia non avevo alternative. Devo ringraziare Pellizzari che mi ha aiutato tantissimo in fuga, anche Bettiol. Non volevo innervosirmi, ma non mi aspettavo il comportamento di Rubio, non l’ho proprio capito. Il piano era comunque fare la discesa a tutta per guadagnare, diciamo che l’arrabbiatura mi ha dato più grinta per fare qualche curva più spericolata“.

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