Ciclismo

Giro d’Italia, Jonas Vingegaard: “Volevo attaccare per sfoltire il gruppo, ma era importante terminare in sicurezza”

Fabrizio Testa

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Jonas Vingegaard / LaPresse

Nonostante un grande spettacolo offerto in tandem con Giulio Pellizzari, Jonas Vingegaard ha terminato al sedicesimo posto la seconda tappa del Giro d’Italia 2026, frazione che ha visto un percorso lungo 221 km con una partenza a Burgas ed un arrivo in quel di Veliko Tarnovo.

Il nordico in forza al Team Visma I Lease a bike aveva sferrato l’attacco a 600 metri dall’ultimo scollinamento, quello di Lyaskovets Monastery Pass, ricevendo la risposta di un Pellizzari (Red Bull – BORA – hansgrohe) in grande spolvero e di Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché). Tuttavia il trittico di fuggitivi è stato raggiunto nell’ultima salita prima del traguardo dal gruppo, dove a realizzare lo sprint vincente è stato l’uruguaiano Guillermo Thomas Silva (XDS Astana Team), seguito da Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team) e da Giulio Ciccone (Lidl Trek).

Una volta arrivato in zona mista, il corridore ha commentato la sua giornata: “L’idea dell’attacco era quella di sfoltire in maniera significativa il gruppo, in modo da evitare i pericoli nei chilometri finaliha detto il corridore nelle parole raccolte da CyclingProMi sono sentito bene e mi sarebbe anche piaciuto giocarmi la vittoria, ma era molto più importante concludere la tappa in sicurezza”. 

Ricordiamo che domani, domenica 10 maggio, si concluderà il “preludio” con la terza tappa che prevede un percorso di 175 km da Plovdiv a Sòfia. Poi, da martedì, si entrerà nel Bel Paese.

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