Ciclismo

Domenico Pozzovivo: “Pellizzari deve stare tranquillo. Mi sono rimesso in gioco con cognizione di causa”

Fabrizio Testa

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Domenico Pozzovico / LaPresse

Cambiano i tempi, cambiano le responsabilità. E non sempre è da considerarsi qualcosa di positivo. Domenico Pozzovivo, uno dei rappresentanti più influenti del ciclismo italiano, è intervenuto ai microfoni parlando proprio di questo argomento in occasione de “Il processo alla tappa“, rubrica di approfondimento andata in onda su Rai2 al termine dell’ottava frazione del Giro d’Italia 2026, contrassegnata da un percorso di 156 km con partenza da Chieti ed arrivo in quel di Fermo.

Il classe 1982 nello specifico ha posto l’attenzione sul trend in auge in questo momento che, a conti fatti, sta sempre di più penalizzando la categoria U23: “Rispetto alla mia generazione, in cui si passava al professionismo a 22 anni, adesso tanti giovani si ritrovano subito a 19 con delle responsabilità consistenti. E’ un dato di fatto che la categoria U23 stia perdendo importanza, le devo stanno assorbendo tutte le forze delle U23, consentendo ai corridori di disputare fin da subito gare con i professionisti. Va da sé che i giovani preferiscono correre con loro anziché con gli avversari di categoria. Lo reputo un peccato, perché ogni atleta ha una maturazione diversa, imporglielo in questo modo fa male a tanti corridori che invece avrebbero necessità di fare esperienza“.

Non è mancato poi un commento su Jonaas Vingegaard, favorito numero uno per la vittoria finale nella Corsa Rosa: “Lo vedo sicuramente superiore ai suoi avversari, ma il Giro presenta diverse insidie. Ha margine in salita. Giulio Pellizzari deve stare tranquillo, perché anche lottare per il secondo posto credo sia qualcosa che dia molto prestigio”.

In ultimo Pozzovivo – che poche settimane fa ha strappato una splendida terza posizione la Giro dell’Appennino, ha inoltre spiegato la sua scelta di rimettersi in gioco a più di quarant’anni: “Guardando un po’ cosa riuscivo a fare in allenamento ho deciso di rientrare per affrontare un ciclismo che va sempre più veloce. Lo sto facendo con cognizione di casa“.

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