Calcio
Giovanni Malagò: “Il calcio italiano deve ripartire da infrastrutture adeguate e sul prossimo CT…”
Giovanni Malagò rilancia il tema delle infrastrutture sportive come nodo centrale per il futuro del calcio italiano e, allo stesso tempo, mantiene il massimo riserbo sul prossimo commissario tecnico della Nazionale. Intervenendo al Roma REgeneration Forum, l’ex numero uno del CONI ha tracciato una linea precisa sulle priorità del sistema calcio, indicando negli investimenti sugli impianti la vera sfida dei prossimi anni.
“Investire sui nuovi impianti deve essere la frontiera, perché una fabbrica funziona se c’è una struttura, un impianto, se ci sono gli investimenti, le immobilizzazioni e tutti gli aspetti di supporto a quello che è il prodotto“, ha spiegato Malagò (fonte: ANSA), sottolineando come la competitività del movimento passi inevitabilmente dalla modernizzazione delle strutture.
Nel suo intervento, ha richiamato anche le recenti parole del presidente della UEFA, Aleksander Čeferin, che avrebbe invitato l’Italia a colmare il ritardo accumulato rispetto agli altri grandi campionati europei. “Lo stesso presidente dell’Uefa, Ceferin, è stato molto chiaro nel sollecitare il Paese a ridurre, se non addirittura compensare, questo gap che esiste proprio in virtù del fatto che il rilancio passa soprattutto da una nuova generazione di impianti“, ha osservato.
Secondo Malagò, il tema non riguarda soltanto i grandi club, ma l’intero ecosistema calcistico. Il riferimento ai modelli internazionali, e in particolare alla Premier League, evidenzia la necessità di una crescita strutturale diffusa: “Questo non vale solo per le squadre di vertice, perché a cascata, come dimostrano modelli come la Premier League, riguarda anche le società di minore importanza“.
Considerazioni che chiaramente si legano anche alla candidatura dell’ex presidente del CONI alla guida della FIGC. Un eventuale futuro alla presidenza federale potrebbe infatti tradursi in una forte accelerazione sul dossier stadi e infrastrutture, considerato sempre più decisivo per rilanciare competitività, sostenibilità economica e attrattività del calcio italiano.
Più prudente, invece, la posizione sul tema del prossimo CT della Nazionale. Malagò ha evitato qualsiasi indicazione o apertura su nomi e scenari futuri, preferendo mantenere un profilo istituzionale in vista dell’assemblea elettiva del 22 giugno. “Sarei un irresponsabile se dicessi qualcosa. Primo perché non sono nessuno oggi per poterlo dire, secondo perché ho sempre sostenuto che non si tratta di fare nomi, ma di capire chi sia davvero pronto a mettersi in gioco di fronte a una situazione eccezionale“, ha dichiarato. “Oggi non mi permetto di fare nessun commento: l’assemblea elettiva è il 22 giugno e bisogna capire il 23 giugno come staranno le cose“, ha concluso.