Ciclismo
Giardini: “Non vorrei che Pellizzari avesse qualche limite in squadra. Piganzoli? Abbiamo scoperto un grande corridore”
Si è conclusa ieri la prima settimana intera del Giro d’Italia 2026. Jonas Vingegaard ha conquistato la nona tappa con arrivo sul Crono alle Scale guadagnando ancora in una classifica generale guidata da Afonso Eulalio (Bahrain-Victorious). Nella puntata odierna di Bike Today, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, Gian Luca Giardini è intervenuto su diverse tematiche che hanno interessato la prima parte dell’edizione numero 109 della Corsa Rosa.
La vittoria di Vingegaard: “Lui è in vantaggio, può correre in difesa, toccherà agli altri lavorare. Ha un cambio di marcia che non perdona in salita. È andato a vincere la tappa ed a guadagnare un po’ di secondi su Felix Gall e molti sugli altri pretendenti”.
Sulle difficoltà di Pellizzari: “Prima della partenza era molto convinto, ci ha detto che avrebbe lottato per la classifica e si sentiva bene. Sperava di poter lottare per la vittoria di tappa. Non è naufragato, dagli altri non ha perso molto. In tanti lo hanno staccato, forse una decina. Questo sarà un brutto contraccolpo psicologico. In tutto questo Jai Hindley ha preso fiducia, non vorrei che Pellizzari avesse qualche limite in squadra. Vedremo, il Giro è ancora lungo”.
Il terzo posto di Davide Piganzoli: “È un ragazzo che tra i dilettanti è cresciuto un po’ alla volta. Non ha fatto moltissimo anche perché nel primo anno aveva la Maturità a scuola. È molto serio ed estremamente in gamba. Ha trovato il tempo di andare a vincere un campionato italiano a cronometro U23, il che è tutto dire per uno scalatore, e podio al Tour de l’Avenir. Quest’anno ha fatto un ulteriore salto di qualità passando dalla Polti VisitMalta al Team Visma. Credo che sia arrivato il suo momento, ha raggiunto la sua maturità. È ancora molto giovane, ha 23 anni. Abbiamo scoperto un altro grande corridore”.
La prova di coraggio di Ciccone: “Secondo me vincerà una tappa, magari alpina andando in fuga. Anche se non è presente l’arrivo in salita, lui è molto veloce. Se riesce a rimanere con i primi ce la può fare. Ieri non era la tappa adatta per la fuga. Il gruppo voleva tenere un po’ tutti sotto controllo perché l’arrivo era invitante. 10-15 chilometri di salita pedalabile e poi gli ultimi 3 difficili. Secondo me Vingegaard non ha nemmeno lottato per la vittoria di tappa. Ci si è trovato quando a 5 chilometri dall’arrivo erano a tiro dei fuggitivi. Non ha messo a lavorare la squadra per vincere la tappa. Gli è andato tutto bene”.
Il giorno di riposo e la cronometro: “È una cronometro molto lunga. Due secondi al chilometro sono praticamente 2’20” di ritardo. Questo è quello che Vingegaard potrebbe guadagnare su tutti gli altri scalatori. Non dimentichiamoci che la tappa potrebbe essere vinta da Filippo Ganna. Noi italiani abbiamo bisogno di qualche soddisfazione. Martedì sera non avremo la certezza su chi vincerà il Giro o su chi andrà sul podio, ma potremo già scartare tanti corridori”.
La sorpresa Eulalio: “Questo portoghese mi sta meravigliando, oggi è andato molto forte. Il suo vantaggio è esiguo ma credo possa fare un bel piazzamento in questo Giro. Non dimentichiamo che anche lui è molto giovane ed inesperto. Corre però con grande grinta nelle prime posizioni in salita. Alla fine tanti corridori più accreditati di lui gli hanno guardato il numero dietro. Non è completamente da sottovalutare. Anche per lui martedì sera ne sapremo molto di più”.