Formula 1

Frederic Vasseur: “Non sono contento, abbiamo dei problemi da risolvere e sappiamo in quali aree”

Giandomenico Tiseo

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Frederic Vasseur / IPA Sport

Sesto e settimo posto per la Ferrari nel GP di Miami, appuntamento del Mondiale 2026 di F1. Un risultato deludente per la Rossa che non ha trovato alla fine quella consistenza in gara che si aspettava, in relazione ai tanti aggiornamenti introdotti in Florida. Il problema essenziale della SF-26 non è tanto legato al telaio e al rendimento in curva, quanto alla power unit.

Il differenziale coi motorizzati Mercedes è importante e nella lotta la Rossa paga dazio, specialmente quando si tratta di azionare l'”Overtake-mode“. Di questo e di altro ha parlato ai microfoni di Sky Sport il Team Principal del Cavallino Rampante, Frederic Vasseur.

Non sono contento. Gara difficile da interpretare. Nella prima parte avevamo preso la testa con Charles Leclerc, ma quando la Safety Car è entrata in azione per compattare il gruppo, abbiamo fatto fatica a gestire la situazione, finendo per scaldare troppo le gomme posteriori. Cerchiamo di migliorare da questo. Se vogliamo, in gara si sono un po’ replicate le stesse sensazioni delle qualifiche: bene nelle prime fasi, ma non altrettanto alla fine“, l’analisi di Vasseur.

Il problema principale è stata la costanza di passo qui a Miami. Quando eravamo davanti avevamo una buona consistenza, ma quando c’è stata la possibilità da parte degli altri di azionare l’Overtake-mode ci siamo trovati in difficoltà. E’ chiaro quindi che non abbiamo un vantaggio in rettilineo, ma noi dobbiamo lavorare sull’intero pacchetto“, ha aggiunto.

E sulle ambizioni della Ferrari: “Sicuramente è sempre possibile lottare per il titolo, ricordando l’anno scorso cosa ha fatto Max Verstappen. Abbiamo dei problemi che dobbiamo risolvere e sappiamo di cosa si tratta“. In conclusione, Vasseur ha spiegato anche le difficoltà avute da Hamilton: “Aveva la vettura danneggiata fin dall’inizio per un contatto con un’altra macchina. E’ stata una gara di sopravvivenza la sua, in cui non ha mai potuto spingere“.

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