Internazionali d'Italia
Flavio Cobolli analizza la sconfitta: “Ancora non riesco a togliermi da situazioni difficili. Ho giocato davvero male”
Si interrompe al terzo turno degli Internazionali d’Italia il percorso di Flavio Cobolli, sconfitto dall’argentino Thiago Tirante con il punteggio di 6-3, 6-4 in appena un’ora e 18 minuti. Una partita in cui il numero 69 del mondo ha imposto fin dai primi scambi il proprio ritmo, giocando un tennis aggressivo e praticamente senza sbavature.
Dall’altra parte della rete, invece, Cobolli non è mai riuscito a trovare continuità né lucidità, tradito da percentuali troppo basse al servizio, appena il 50% di prime in campo e il 54% di resa, e da ben 26 errori gratuiti. Nemmeno il sostegno del Centrale è bastato a cambiare l’inerzia di una serata complicata per il romano.
A fine match, il tennista azzurro non ha nascosto la delusione in zona mista, analizzando con lucidità una prestazione molto distante dagli standard mostrati nelle ultime settimane. “Sono dispiaciuto e comunque vengo da settimane molto positive“, ha spiegato Cobolli, prima di soffermarsi sulle difficoltà vissute in campo. “Non mi aspettavo di giocare così male, però capita e comunque ne devo prendere atto. Ancora non riesco a togliermi da situazioni difficili anche quando magari mi ci butto dentro da solo“.
Flavio ha riconosciuto apertamente anche i meriti dell’avversario: “Dall’altra parte ho un avversario molto forte, soprattutto su questa superficie, che oggi ha giocato credo in maniera perfetta“. Allo stesso tempo, però, il rammarico per la propria prova resta evidente: “Mi dispiace, sono molto arrabbiato per la prestazione“.
Il problema, più che tecnico, sembra essere stato soprattutto mentale. Durante la partita il romano è apparso incapace di cambiare spartito tattico, finendo intrappolato in un braccio di ferro da fondo campo che ha favorito Tirante. Una sensazione confermata anche dallo stesso Cobolli: “Quando giochi così male è difficile anche cambiare tattica. La testa frulla tante idee e perdi magari anche un po’ di lucidità, che è quella che serve per cambiare questo tipo di partite“. Da lì, una spirale negativa che ha coinvolto ogni aspetto del suo tennis: “Non ho giocato il mio miglior tennis né tatticamente né tennisticamente, quindi era tutto molto più difficile“.
Eppure, le sensazioni prima dell’ingresso in campo erano state positive. “Io mi sentivo bene, anzi benissimo, ed è per questo che mi rode così tanto“, ha raccontato. A incidere, secondo il romano, è stato anche il particolare tipo di avversario trovato dall’altra parte della rete: “È sicuramente un giocatore che a me dà molto fastidio e questo ha contato sulla partita“.
Sul peso emotivo di giocare a Roma, davanti al pubblico di casa e sul Centrale del Foro Italico, Cobolli ha ammesso. “Nessuno può capire realmente quello che significa per noi questo torneo“, ha detto, spiegando quanto l’aspetto emotivo possa incidere soprattutto per un giocatore romano. “È anche difficile per noi romani giocare bene qua, ma lo sappiamo e piano piano con il tempo sicuramente andrà meglio“.
Nonostante la rabbia del momento, l’azzurro della serata ha comunque cercato di guardare oltre la sconfitta, trasformando l’esperienza in un passaggio utile per il futuro. Anche con la consueta ironia: “Io sono tranquillo, a mangiare una pizza ora e tutto mi passa“. Poi, tornando serio, ha aggiunto: “Fa parte del percorso“. Al termine, Cobolli ha dichiarato che giocherà ad Amburgo prima del Roland Garros.
Dichiarazioni da Luciano De Gregorio (OA Sport)