Internazionali d'Italia

Flavio Cobolli: “Desidero fare meglio degli anni scorsi, sento meno pressione”

Giandomenico Tiseo

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Flavio Cobolli / IPA Sport

Flavio Cobolli arriva agli Internazionali d’Italia con rinnovata fiducia e una consapevolezza diversa rispetto al passato. Reduce da risultati incoraggianti, tra cui i quarti di finale a Madrid e la finale raggiunta a Monaco di Baviera, il tennista azzurro si presenta a Roma con l’obiettivo di cambiare marcia soprattutto sul piano mentale, storicamente il più delicato quando si gioca davanti al pubblico di casa.

Nel giorno del suo compleanno, in conferenza stampa, Cobolli non nasconde le difficoltà vissute nelle precedenti edizioni del torneo capitolino, evidenziando quanto il contesto romano possa incidere sulle prestazioni: “Sono contento di essere qui e desidero fare meglio rispetto agli anni scorsi, non ho mai vissuto questo torneo come avrei voluto e spero finalmente di farlo. Credo che solo Berrettini e io possiamo capire quello che proviamo quando giochiamo qui con il pubblico romano“, ha dichiarato.

C’è molta pressione e ce la mettiamo noi da soli, è un errore che facciamo ma è l’inconscio di voler dimostrare qualcosa in più a noi stessi e al pubblico. Quest’anno sento meno pressione, mi sento bene, vengo da tanti tornei giocati come si deve e vengo qui a Roma con tanta autostima che spero possa aiutarmi“, ha aggiunto.

La sua priorità resta infatti quella di ritrovare naturalezza in campo: “Essere spensierato, chi si mette la pressione da solo non rende come dovrebbe. Alla top ten non ci penso molto, spero arrivi ma non sono ossessionato. Penso sempre di essere ancora il numero 500 perché mi aiuta a migliorare ogni giorno. Voglio divertirmi ed essere sempre il Flavio di sempre, sto migliorando facendo un percorso di crescita che può permettermi di ambire a quei risultati“.

Infine, uno sguardo al clima nello spogliatoio azzurro, sempre più compatto e collaborativo, come dimostrano anche i momenti condivisi fuori dal campo: “Essere uniti può aiutare il movimento a crescere. E’ stato bello e spero possa proseguire questa routine. Darderi? Luciano fa parte della mia crescita e averlo nel circuito mi aiuta tanto, ci vado molto d’accordo e gli voglio bene, lo stimo, ci sproniamo a vicenda per i nostri obiettivi. Non credevo di poter raggiungere questo livello di tennis, ma adesso che sono qui ogni penso a fare quello che può aiutarmi a crescere ancora“.

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