Internazionali d'Italia

Figuraccia a Roma: Darderi-Jodar interrotta per ‘nube tossica’. Il punteggio alla sospensione

Giandomenico Tiseo

Pubblicato

il

Luciano Darderi / LaPresse

Notte complicata al Foro Italico per il quarto di finale degli Internazionali d’Italia tra Luciano Darderi e il giovane spagnolo Rafael Jódar, sospeso in condizioni ormai al limite della regolarità. Un match che, più che per il tennis espresso, sta facendo discutere per il contesto in cui si è sviluppato: ritardi a catena, visibilità compromessa e un’interruzione che ha finito per cristallizzare una situazione già al limite.

Il confronto si è fermato sul 6-5 in favore di Jódar nel primo set, con l’italo-argentino al servizio sotto 0-15. Proprio in quel momento, però, il gioco è stato interrotto dall’arbitro a causa della progressiva riduzione della visibilità sul campo centrale. Una decisione inevitabile, maturata dopo diversi minuti in cui i giocatori stessi avevano iniziato a segnalare difficoltà nel distinguere le traiettorie della palla.

Alla base del problema, un mix già noto durante la giornata: la lunga serie di ritardi dovuti alla pioggia pomeridiana e, soprattutto, la nube di fumo proveniente dall’area dello Stadio Olimpico, trasportata dal vento fino all’impianto del tennis. I festeggiamenti, a suon di fuochi d’artificio per celebrare la vittoria dell’Inter nella finale di Coppa Italia contro la Lazio, hanno avuto questa controindicazione. Una combinazione che ha reso l’aria densa e il campo sempre meno leggibile, fino a rendere impossibile proseguire in sicurezza.

L’arbitro ha provato a mantenere il match in vita disponendo un breve riscaldamento per verificare la tenuta dell’arbitraggio elettronico e le condizioni minime di gioco. Ma la situazione non è migliorata. Darderi, visibilmente contrariato, ha continuato a indicare la scarsa visibilità come ostacolo principale, mentre Jódar si è confrontato più volte con il giudice di sedia.

Così non si vede la palla, è impossibile giocare in queste condizioni“, ha segnalato durante le fasi concitate prima della sospensione. Dall’altra parte, l’iberico ha cercato di mantenere un approccio più pragmatico: “Siamo pronti a riprendere, ma serve chiarezza: non possiamo andare avanti se non c’è sicurezza“. La partita è ripresa dopo alcuni minuti di interruzione, ma resta la brutta figura dal momento che fattori esterni hanno finito per avere la meglio sul tennis stesso.

Exit mobile version