Formula 1

F1, promossi e bocciati Miami. Kimi Antonelli ruggisce, la Ferrari si lecca le ferite

Francesco Paone Casati

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Kimi Antonelli Lapresse

Il Gran Premio di Miami di F1 si è concluso con il successo di Kimi Antonelli davanti alle due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, vincitori della Sprint disputata sabato. A power unit chetate, si può andare a vedere chi sono stati i promossi e i bocciati della gara disputata in Florida.

PROMOSSI

ANTONELLI Kimi (Mercedes) – Non è perfetto, pasticcia, ma che importa al cospetto del risultato finale? Corre da Leone e vince la gara. Non bisogna dimenticarsi come ci si trovi al cospetto di un teenager, che tuttavia sta dimostrando di essere un potenziale Campione del Mondo. Lunga è la strada verso l’Iride e non dimentichiamoci della parabola di Oscar Piastri nel 2025, però l’affermazione di Miami è la dimostrazione di come il bolognese non sia un bluff.

MCLAREN – La MCL40 evoluta ha sostanzialmente colmato il gap prestazionale con la Mercedes. Vero che la W17 non ha alcun aggiornamento, dunque tutto lascia pensare che le Frecce d’Argento possano restare il punto di riferimento assoluto nelle gare a venire. Cionondimeno, a Woking hanno saputo reagire alle difficoltà iniziali e i solidi risultati di Miami sono la corroborazione del buon lavoro svolto.

COLAPINTO Franco (Alpine) – Perennemente in discussione, sempre sotto osservazione, ieri l’argentino ha corso alla grande, centrando il settimo posto. Il risultato migliora il piazzamento più nobile della carriera, conseguito a Baku nel settembre del 2024, ma ha un peso specifico superiore. Sarà una figura marginale, dell’Alpine a questo giro si parlerà soprattutto per lo spettacolare incidente di Gasly, tuttavia è doveroso dare a Cesare quel che è di Cesare e a Colapinto ciò che è di Colapinto.

BOCCIATI

RUSSELL George (Mercedes) – Si piazza quarto, ma deve ringraziare la sua buona stella. Non quella della Mercedes, bensì il fatto che Charles Leclerc abbia avuto un problema e che Max Verstappen abbia giocato d’azzardo, seguendo una strategia rischiosa. Il britannico è stato trasparente, anonimo e ha perso ben 11 punti da Antonelli nel Mondiale, dove ora è scivolato a -20. Campione del Mondo in pectore? Ricordiamoci che spesso chi entra Papa in Conclave, ne esce Cardinale.

FERRARI – Che disastro. L’ambizione era quella di sfidare la Mercedes, la realtà dei fatti è stata quella di ritrovarsi relegata al ruolo di terza forza. D’accordo, le circostanze hanno detto male e la Scuderia di Maranello ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato. Però, né Charles Leclerc, né Lewis Hamilton hanno dimostrato di poter stare con i piloti argentati e quelli color papaya. La stagione è ancora lunga, però Miami rappresenta un fortissimo campanello d’allarme relativo allo sviluppo dell’annata…

BOTTAS Valtteri (Cadillac) – Va bene tutto, anzi no. È stato scelto per la sua solidità ed esperienza, ma in Florida ha fatto una figuraccia. Non ha per le mani un’auto competitiva, ma non è una giustificazione per la catastrofica prestazione realizzata. Un rookie alle prime armi avrebbe fatto peggio? Ha commesso una serie di errori che lo chiameranno a un pronto riscatto. Un conto è essere stagionati, un altro essere marciti.

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