Formula 1

F1, le novità che porterà la Mercedes nel GP del Canada: W17 rivoluzionata a Montreal

Giandomenico Tiseo

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Kimi Antonelli / LaPresse

Dopo tre settimane di pausa, la F1 riaccende i motori a Montreal e la sensazione, nel paddock, è che il GP del Canada possa rappresentare un nuovo spartiacque tecnico della stagione 2026. La Mercedes arriva infatti sull’isola di Notre-Dame con una W17 profondamente evoluta, un pacchetto di aggiornamenti così esteso da essere già stato ribattezzato internamente “Mercedes 2.0”. Un segnale chiarissimo alla concorrenza, Ferrari in testa: il team di Brackley non ha alcuna intenzione di gestire il vantaggio accumulato in classifica, ma vuole aumentarlo ulteriormente.

Il lavoro sviluppato nella factory inglese sotto la supervisione tecnica di Simone Resta rappresenta il primo vero step evolutivo della monoposto nata attorno al nuovo regolamento 2026. Secondo le simulazioni interne, il guadagno potenziale oscillerebbe tra i tre e i cinque decimi al giro, un margine enorme nell’attuale F1, soprattutto considerando che la W17 è già oggi la vettura di riferimento sul giro secco.

L’evoluzione portata in Canada interviene su tre aree chiave del progetto: aerodinamica, alleggerimento strutturale e gestione elettronica della power unit. Un pacchetto integrato, pensato non soltanto per incrementare il carico aerodinamico, ma anche per migliorare la stabilità della vettura nelle curve veloci e nelle brusche variazioni di direzione tipiche del tracciato canadese.

Sul fronte aerodinamico, il cambiamento più evidente riguarda l’ala anteriore, completamente riprogettata. L’obiettivo non è semplicemente aumentare la downforce all’avantreno, ma ridefinire l’intero schema dei flussi che scorrono verso il centro e il retrotreno della monoposto. Mercedes ha lavorato soprattutto sull’efficienza del flusso diretto ai canali laterali e al fondo vettura, area diventata cruciale con le monoposto a effetto suolo di nuova generazione.

Importanti modifiche interessano anche la sospensione anteriore, rivista sia dal punto di vista cinematico sia sotto il profilo aerodinamico. La nuova geometria dovrebbe garantire una piattaforma più stabile in frenata e inserimento curva, migliorando contemporaneamente la qualità del flusso d’aria indirizzato verso le pance e i radiatori. Una soluzione che punta a rendere la W17 meno sensibile alle variazioni d’altezza da terra, uno degli aspetti più delicati delle vetture 2026.

Ma è sotto la vettura che Mercedes avrebbe concentrato il lavoro più aggressivo. Fondo e diffusore sono stati profondamente aggiornati attraverso una revisione dei canali posteriori e delle zone di estrazione del flusso. A Brackley si è lavorato in particolare sull’estremizzazione dei cosiddetti “orecchi di topo”, soluzioni aerodinamiche che consentono di convogliare aria ad alta energia verso il diffusore, schermandolo contemporaneamente dalle turbolenze generate dal rotolamento degli pneumatici posteriori. Un dettaglio tecnico fondamentale: mantenere il diffusore “pulito” significa preservare stabilità aerodinamica e carico nelle fasi più critiche della percorrenza.

Parallelamente, il team ha affrontato uno dei limiti nascosti della W17 di inizio stagione: il peso. La monoposto, pur dominante in qualifica, correva leggermente sopra il limite minimo imposto dalla FIA, compromettendo il bilanciamento ideale. Per il Canada debutterà una nuova scatola del cambio alleggerita insieme a diversi componenti strutturali rivisti. Il vantaggio non riguarda soltanto la riduzione della massa complessiva, ma soprattutto la possibilità di riposizionare le zavorre interne in modo più efficiente. In un’era tecnica in cui pochi chilogrammi possono modificare radicalmente il comportamento della vettura, la redistribuzione dei pesi rappresenta un guadagno strategico enorme, soprattutto su un circuito stop-and-go come Montreal.

Infine, Mercedes ha deciso di intervenire su una delle rare debolezze mostrate nella prima parte di campionato: le partenze. Nonostante quattro pole position nelle prime quattro gare, George Russell e Kimi Antonelli hanno spesso perso terreno nei primi metri a causa di una gestione non ottimale del rilascio della frizione e della risposta della power unit.

Per risolvere il problema, gli ingegneri di Brixworth hanno sviluppato un nuovo software dedicato alla fase di launch control. L’aggiornamento punta a stabilizzare il regime del turbocompressore durante il rilascio della frizione, eliminando quel ritardo di risposta che aveva penalizzato la W17 allo spegnimento dei semafori. In sostanza, Mercedes vuole cancellare definitivamente il turbo-lag che aveva consentito alla McLaren — pur motorizzata dalla stessa power unit tedesca, di risultare più efficace nelle partenze. Il messaggio che arriva da Brackley è dunque estremamente chiaro: la leadership mondiale non basta.

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