Formula 1
F1, Ferrari raccoglie più del previsto nel GP del Canada. Lewis Hamilton finalmente vero valore aggiunto?
Il fine settimana di Montreal ha permesso alla Ferrari di ottenere un risultato di spessore. Il secondo posto di Lewis Hamilton e il quarto di Charles Leclerc nel GP del Canada rappresentano un bottino cospicuo, superiore alle attese e, verosimilmente, al potenziale della Rossa. Intanto, però, si prende quanto viene lasciato sul piatto da altri.
In termini di prestazione pura, la SF-26 è rimasta la terza forza. Vicina alla McLaren, ma lontana dalla Mercedes. Poi, se una Freccia d’Argento si spezza (anzi, si spegne per colpa della batteria), una monoposto color Papaya fa la stessa fine e l’altra si trova impantanata a centro classifica a causa di una strategia completamente errata, allora, se non si commettono errori, si può “facilmente” salire di rango e occupare posizioni nobili.
Non inganni l’esito del GP, la Scuderia di Maranello non vale le posizioni occupate e Frederic Vasseur lo ha ammesso apertamente. Onesto, il team manager francese, il quale ora ha spostato l’orizzonte su Barcellona per conseguire qualche miglioramento. “Campa Cavallino che l’erba cresce” verrebbe da dire, per l’ennesima volta. Tuttavia, non è questo il dato più pregnante legato alla Scuderia di Maranello emerso in Canada.
Il tema forte è rappresentato dal fatto che Lewis Hamilton abbia saputo essere il Faro della squadra. È forse la prima volta da quando si è vestito di Rosso. Sinora, il veterano britannico era stato quasi sempre uno/due passi indietro rispetto a Charles Leclerc o, al massimo, gli era affiancato. In termini di prestazioni, ma anche di “indirizzo” sulla strada da seguire nella messa a punto della monoposto.
Viceversa, dopo Miami, Lewis ha mandato a “quel paese” il simulatore. Idealmente, ha spento il computer, rispolverando carta e penna, ricominciando a fare i compiti a mano. Ha funzionato, perché i compiti li ha fatti molto bene. Allora, è doveroso effettuare una riflessione al riguardo. Se il quarantunenne inglese, estasiato per il successo del “suo” Arsenal in Premier League, ha colto nel segno relativamente alla preparazione del Gran Premio, bisogna tenerne conto.
Quindi, a Maranello dovranno ragionare sull’affidabilità delle simulazioni. Però, nel frattempo possono essere rinfrancati, perché evidentemente Hamilton non è poi così bollito o pre-pensionato come si temeva. Può essere un valore aggiunto per il proseguo della stagione 2026 e, verosimilmente, anche di quella 2027. Se ha avuto ragione su tutta la linea, uno così te lo tieni stretto, età o meno.