Internazionali d'Italia

Elena Rybakina sull’ipotesi boicottaggio negli Slam: “Mi unirei, se ci fosse una maggioranza”

Giandomenico Tiseo

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Elena Rybakina / LaPresse

Alla vigilia degli Internazionali d’Italia, il tema del possibile boicottaggio dei tornei del Grande Slam continua a propagarsi come un’onda lunga all’interno del circuito, assumendo contorni sempre più concreti. Dopo le prese di posizione di alcune tra le figure più influenti del tennis mondiale, anche Elena Rybakina si inserisce in un dibattito che, da semplice malcontento economico, si è rapidamente trasformato in una questione strutturale.

Il punto di partenza resta la redistribuzione dei ricavi degli Slam — Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open — da tempo oggetto di critiche da parte dei giocatori. La percentuale attualmente riconosciuta agli atleti, compresa tra il 12% e il 15%, viene ritenuta non proporzionata rispetto agli introiti complessivi, che superano stabilmente centinaia di milioni per ogni evento. Un dato che stride, soprattutto, se confrontato con altri tornei del circuito, dove la quota destinata ai giocatori è sensibilmente più alta.

In questo clima, la protesta ha assunto una dimensione collettiva, formalizzandosi in richieste precise: aumento della percentuale fino al 22%, maggiore trasparenza finanziaria e interventi concreti sul fronte del welfare, tema particolarmente sentito per i giocatori al di fuori dell’élite. Proprio questa evoluzione ha portato alcuni protagonisti a evocare apertamente l’ipotesi di un boicottaggio, uno scenario che fino a poco tempo fa sembrava remoto.

È in questo contesto che si collocano le dichiarazioni di Rybakina, intervenuta in conferenza stampa al suo arrivo a Roma. La kazaka ha scelto una linea prudente ma significativa, mostrando apertura verso un’azione collettiva pur evidenziando le difficoltà storiche del circuito nel fare fronte comune.

È una domanda difficile. Ci sono state molte situazioni in passato in cui i giocatori avrebbero potuto unirsi e boicottare, ma non è mai successo. Sinceramente non lo so. Se la maggioranza decidesse di boicottare, allora ovviamente mi unirei, non ci sarebbero problemi“.

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