Ciclismo
Einer Rubio risponde a Ciccone: “Non hai mantenuto la parola. Bisognerebbe essere uomini prima che ciclisti…”
Il litigio tra Giulio Ciccone ed Einer Rubio ha animato la diciannovesima tappa del Giro d’Italia: le scintille si sono accese sulla strada che conduceva ad Alleghe, ma poi i toni si sono alzati nelle dichiarazioni rilasciate al termine della frazione, con parole pesanti rivolte dall’abruzzese al colombiano e la successiva replica piccata del sudamericano. Un botta e risposta decisamente animato e che ha messo ulteriore pepe a una giornata molto movimentata e indubbiamente avvincente.
L’alfiere della Lidl-Trek era andato in fuga da lontano con il chiaro obiettivo di fare incetta di punti e balzare al comando della classifica riservata ai migliori scalatori, in modo da indossare la sempre ambita magli azzurra. Il ciclista italiano è passato per primo in vetta al Coi e alla Passo Giau (Cima Coppi), ma in prossimità del GPM del Passo Falzarego è stato attaccato a sorpresa da Rubio, il quale si era risentito per quanto successo poco prima al Chilometro Red Bull.
In quel frangente, infatti, il canadese Derek Gee (compagno di squadra di Ciccone) e l’australiano Michael Storer avevano sprintato per guadagnare i secondi di abbuono (sono uomini di classifica, 6” e 4” fanno comodo per le loro ambizioni di piazzamento nobile). Da appuntare che era previsto un assegno di importo pari a 2.500 euro per il primo transito e probabilmente facevano gola a Rubio, che si è arrabbiato per quanto successo e ha deciso di fare un dispetto all’abruzzese.
Giulio Ciccone è stato diritto ai microfoni della Rai: “Rubio non ha avuto rispetto. Si è arrabbiato con me per l’abbuono del chilometro Red Bull, ma non c’entravo nulla riguardava gli uomini di classifica. Sul GPM ho sbagliato io, ma Rubio ha fatto una mossa da piccolo corridore. Io ho speso tantissimo, per prendere la maglia non avevo alternative”.
La risposta di Einar Rubio non si è fatta attendere: “Avevamo parlato con Giulio Ciccone. Io non gli ho corso contro ai Gran Premi della Montagna, anzi l’ho anche aiutato, e io sarei passato per primo al Km Red Bull. E invece i Lidl-Trek si sono fatti furbi e hanno preso anche il traguardo. Non ho molto da dire… questo è il ciclismo. Però qualche volta bisognerebbe esser uomini ancor prima che ciclisti. Per il resto è andata bene, abbiamo provato a entrare nella fuga. Io ero quello con le gambe migliori e ce la siamo giocata. Con la Lidl-Trek è stata una guerra totale, un giorno nervoso”.