Internazionali d'Italia

Daniil Medvedev: “I problemi fisici di Sinner? Mi succedeva spesso anche contro Nadal…”

Federico Rossini

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Daniil Medvedev / LaPresse

Daniil Medvedev, in sala stampa agli Internazionali d’Italia 2026, parla a lungo di quanto accaduto nella semifinale, giocata su due giorni e finita per 6-2 5-7 6-4 a favore del numero 1 del mondo. Per il russo, comunque, una delle migliori performance in carriera sulla terra rossa, e in un torneo che aveva già vinto nel 2023 in condizioni tendenzialmente fredde per Roma, non tanto dissimili da quelle di questi giorni.

Queste le prime parole del russo in sala stampa: “Bel feeling giocare un tennis di questa qualità… Voglio dire, anche nel primo set ho pensato che non stessi giocando così male. Se giochi contro Jannik e non lo fai al 110%, non puoi giocare male e perdere 6-2. Sono riuscito ad alzare il livello nel secondo set. Anche oggi è stato veloce. Felice di come ci ho provato, salvando due match point sul mio servizio. Sono contento del livello. Dispiaciuto per la sconfitta. Fiducia? Ogni settimana è nuova. Bello avere questo livello prima del Roland Garros, ma sarà un viaggio nuovo lì. Vedremo quello  che porterà“.

Interpellato sul tema fisioterapista, dopo il caos di ieri, Medvedev propone un’idea sua: “Allora, intanto vorrei dire che sarebbe impossibile, ma avrei una soluzione: consentire i tre minuti di trattamento del fisioterapista quando hai i crampi. Allora non c’è problema, un giocatore potrebbe dire di avere i crampi e avere bisogno del fisioterapista. Per adesso non è ammesso. Lo capisco perfettamente. Chiaro, se cominci ad avere i crampi (può essere che non li avesse, non ne ho idea), quello che fai è chiamare il fisioterapista e dire ‘ho un piccolo dolore al ginocchio’. Forse l’ho fatto anche io in carriera. Se il trattamento medico fosse disponibile per i crampi non ci sarebbe alcun problema, questa è una soluzione“.

E riguardo ai momenti di difficoltà fisica di Sinner: “Non ne parliamo nello spogliatoio. Per quanto riguarda me, non cerchiamo di discutere di tennis. Quando dico questo, dico che non guardiamo un match e diciamo ‘guarda il suo rovescio, è proprio cattivo. Tutti dovremmo andare su quello’. O almeno io non ne parlo con nessuno“. Più specificamente: “Allora, è difficile giocare contro di lui. Per vincere un punto devi colpire tante volte. Tento di vincere i punti, quindi colpisco molto. Non so se ci fosse qualcos’altro, ma i punti erano fisici. Anche per me è stato difficile. Stava soffrendo. Quando gioco contro Novak è lo stesso. Lui soffriva spesso fisicamente contro di me. Ci sono stati altri? Beh, direi contro Rafa facevo fatica a livello fisico. Ma era la stessa storia. Giocavamo tanti colpi perché è come voglio giocare anche io. Non penso ci sia di più da dire. Ancora, se qualcuno è bravo abbastanza da giocare contro Jannik da fondo, perché non c’è altro modo di vincere, sarà una sofferenza per entrambi. Anche a Montecarlo stava soffrendo, ma ha vinto. Che soffra non è un problema per lui quanto a vincere. L’unica chance che hai è di giocare i punti da 30 colpi, tentare di vincerli. Allora si soffre in due“.

Discorso prettamente legato alla strategia delle palle corte: “Sulla terra tento di usare sempre tante palle corte. Sembra strano come colpo perché quando non sei in giornata e i tuoi colpi da fondo non vanno, l’avversario prende posizione. Diventa una cosa del tipo ‘non funziona niente, proviamo con le palle corte’ e vieni ucciso. Se sei in una buona giornata e i tuoi colpi funzionano, allora fare le palle corte è divertente. Contro Jannik pensavo funzionasse, ne ho fatte molte. Ho vinto alcuni punti, ne ho persi altri. Lui ha fatto lo stesso. La palla corta è un bel colpo. Quando ci vinci il punto ti senti bene. Mi piacciono le palle corte di questo torneo e anche quelle contro Jannik“.

Se il livello di gioco è attualmente da numero 3: “A Roma forse. A Montecarlo no (ride). Sto cercando di dare il massimo. Penso che nella Race io sia 4 dietro Zverev e quei due. Cerco il mio massimo e vediamo alla fine. L’obiettivo è sicuramente di essere a Torino. Prima ero in una situazione del tipo ‘sto giocando bene, sono a Torino’. L’anno scorso non ero lì. L’obiettivo è quello, mantenere il livello che ho trovato a Madrid e Roma. A Madrid ho giocato bene, ma ho perso da Cobolli, che ha giocato un grande match. Tenterò di rifarlo al Roland Garros e poi sull’erba. Se sarò numero 3, sarà stato un anno magnifico. Ma siamo lontani da quello. Sascha sta giocando in modo irreale, molto meglio di me in termini di risultati. Sono contento di essere numero 4 ora“.

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