Ciclismo
Cosa è successo tra Ciccone e Rubio: la causa del litigio in corsa. “Piccolo uomo”
Un litigio molto intenso ha animato la diciannovesima tappa del Giro d’Italia 2026, i protagonisti sono stati Giulio Ciccone e il colombiano Einar Rubio, in vetta al Passo Falzarego (salita di seconda categoria, 10,1 km al 5,4% di pendenza media), posto a ventinove chilometri dal traguardo di Alleghe e che faceva seguito al Passo Giau (Cima Coppi con i suoi 2.226 metri s.l.m.), su cui il ciclista abruzzese era transitato in prima posizione portando a casa un ricco bottino di punti utile per la maglia azzurra di miglior scalatore.
In prossimità del GPM del Passo Falzarego l’alfiere della Lidl-Trek è stato attaccato a sorpresa dal sudamericano, il quale si era risentito per quanto successo poco prima al Chilometro Red Bull. In quel frangente, infatti, il canadese Derek Gee e l’australiano Michael Storer avevano sprintato per guadagnare i secondi di abbuono (sono uomini di classifica, 6” e 4” fanno comodo per le loro ambizioni di piazzamento nobile). Erano previsti anche 2500 euro di premio per il primo transito, probabilmente facevano gola.
Giulio Ciccone non aveva colpe, eppure è stato attaccato in maniera incomprensibile da Rubio al GPM: il colombiano non aveva bisogno di punti, a differenza dell’abruzzese (che ha comunque ipotecato la magli azzurra). Dopo la vetta del Falzarego, l’italiano ha scosso più volto la testa guardando il rivale e ha poi attaccato in discesa, guadagnando un minuto sugli inseguitori e sognano il successo di tappa, salvo essere ripreso dallo statunitense Sepp Kuss quando mancavano un paio di chilometri al traguardo.
Una volta conclusa la frazione, sono volate parole pesanti. Giulio Ciccone è stato molto chiaro ai microfoni della Rai: “Rubio non ha avuto rispetto. Si è arrabbiato con me per l’abbuono del chilometro Red Bull, ma non c’entravo nulla riguardava gli uomini di classifica. Sul GPM ho sbagliato io, ma Rubio ha fatto una mossa da piccolo corridore. Io ho speso tantissimo, per prendere la maglia non avevo alternative”.