Roland Garros
Cosa è successo a Jasmine Paolini: l’infortunio, le lacrime e il farmaco che ha assunto
Sembrava una partita ormai indirizzata verso Jasmine Paolini. Sulla terra rossa del Roland Garros, l’azzurra aveva preso il controllo del match di secondo turno contro l’argentina Solana Sierra, numero 68 del ranking mondiale, imponendo il proprio ritmo fin dalle prime battute. Dopo aver chiuso il primo set 6-3, Paolini era salita sul 4-2 nel secondo parziale, dando l’impressione di poter archiviare la pratica senza particolari complicazioni.
Poi, però, la partita è cambiata improvvisamente. A spezzare l’equilibrio è stato ancora una volta il problema alla caviglia destra, lo stesso fastidio che nelle settimane precedenti aveva già condizionato la preparazione dell’azzurra e che l’aveva costretta a rinunciare al doppio agli Internazionali d’Italia per concentrare tutte le energie sul singolare parigino, non giocando con Sara Errani nella capitala francese.
Da quel momento il rendimento della toscana ha iniziato a calare in modo evidente. Limitata negli spostamenti e meno brillante nelle accelerazioni, Paolini ha progressivamente perso lucidità e aggressività, lasciando spazio alla rimonta della rivale. Sierra ne ha approfittato con intelligenza, aumentando la pressione da fondo campo e approfittando delle crescenti difficoltà dell’italiana, incapace di muoversi con la consueta rapidità. Il parziale di quattro giochi consecutivi incassato dall’azzurra ha ribaltato completamente l’inerzia del set, chiuso dall’argentina sul 6-4.
Le immagini del terzo set hanno raccontato tutta la sofferenza di Paolini. Il dolore alla caviglia è apparso sempre più difficile da gestire, al punto da compromettere non solo la tenuta fisica ma anche quella mentale. Gli errori gratuiti sono aumentati, il timing è venuto meno e il suo tennis, normalmente costruito su intensità e anticipo, ha perso efficacia. Sotto 0-3, l’azzurra ha chiesto il Medical Timeout, raggiungendo la panchina visibilmente provata e in lacrime mentre spiegava le proprie sensazioni allo staff medico.
Il trattamento effettuato dal fisioterapista è stato accompagnato dall’utilizzo di un antinfiammatorio, il Feldene Fast, nel tentativo di alleviare il dolore e consentirle di proseguire l’incontro. Un intervento che testimonia la volontà di Paolini di restare in campo nonostante le difficoltà, aggrappandosi alla speranza di poter invertire una situazione che, con il passare dei minuti, appariva sempre più complicata. Sfortunatamente, l’esito non è stato quello desiderato, visto il successo sullo score di 6-3 della sudamericana nel terzo e decisivo parziale.