Roland Garros

Cin Cin Cinà! Il classe 2007 vince la maratona con Opelka e si regala la prima vittoria al Roland Garros!

Federico Rossini

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Federico Cinà / IPA Sport

Federico Cinà conquista la sua prima vittoria in un torneo del Grande Slam, e lo fa in grande stile al Roland Garros. Cinque set, corti nella “geografia” degli stessi, ma sempre cinque, gli sono necessari per battere Reilly Opelka, l’americano che tutto può fare dai suoi 2 metri e 11 centimetri di altezza. Dopo tre ore e 21 minuti il 3-6 6-4 6-2 6-7(8) 6-4 finale consegna al palermitano un secondo turno potenzialmente tutto da vivere, contro Stan Wawrinka, lo svizzero che è all’anno d’addio e che qui vinse il torneo nel 2015, oppure l’olandese Jesper de Jong.

La sfida comincia per certi versi nelle attese, vale a dire con i due che tengono facilmente i loro turni di battuta (in particolare Opelka, che ha un “leggerissimo” aiuto dato dall’altezza). Cinà, però, va in difficoltà sul 2-3, quando si ritrova sempre sotto nel punteggio, deve fronteggiare una palla break e l’americano, per ottenere il 4-2, riesce a togliersi dal corpo una volée estremamente complessa. Risalito dal 15-30 con l’aiuto di uno smash a rimbalzo da fondo che sembra una prima e con la potenza del dritto, Opelka conferma il break e, poco più tardi, fa suo il parziale per 6-3.

Il secondo parziale vede Cinà tenersi in sostanziale linea di galleggiamento mentre inizia a prendere le misure al gioco del suo avversario. E, in questo caso, nel sesto game, sono anzi due le palle break che riesce a procurarsi in due distinti momenti, ma è il servizio (tra ace e seconda carichissima) a negare al siciliano le due chance. Successivamente, sul 4-4, arriva uno dei momenti chiave della giornata: tantissima lotta e ben cinque palle break a favore di Opelka. Di fatto, quattro sono annullate in ottima maniera da Cinà, che governa il gioco, un’altra ha nell’americano il colpevole principale. Ed è proprio Opelka ad accusare il colpo: va sotto 0-40, poi, sul 15-40, commette un doppio fallo e si va d’incanto sul set pari.

L’onda lunga per l’italiano si sente eccome, perché dopo un primo game del terzo set tenuto a zero, arriva anche il break a 30 che, nel complesso, lo porta a guadagnare sei giochi di fila e un 3-0 che dice molto del suo momento. Adesso la chiave è decisamente cambiata: se non è aiutato dal servizio, Opelka va in difficoltà soprattutto su rovescio, che Cinà cerca con insistente e crescente continuità. Parallelamente, per il palermitano gli errori scendono e non poco (le statistiche dicono di uno solo nell’intero parziale): è anche così che si spiega quello che si trasforma in un 6-2 ottenuto con un altro break a 30 e alla prima chance. E in soli 24 minuti (poi allungati a 28 per il modo in cui vengono conteggiati).

Nel quarto parziale, di fatto, le acque in un certo senso si calmano. Solo, però, in apparenza, perché se è vero che fino alle fasi più inoltrate di “lottato” (cioè ai vantaggi, e anche brevemente) c’è solo il quarto game, nel quale Opelka si salva, è altrettanto vero che una chiave si legge sul 4-4. Qui, infatti, un game che per Cinà pare chiuso si trasforma in una lotta, da 40-15 ai vantaggi e a un’estremamente pericolosa palla break, che l’azzurro annulla con un rovescio lungolinea vietato ai deboli di cuore. Inevitabile il tie-break, in cui l’italiano va subito avanti di un minibreak e per andare sul 3-1 sfodera una volée bassa di estremo talento. Opelka, però, gioca un punto incredibile con palla corta e duello a rete vinto per rientrare sul 4-4, ed è l’americano ad avere il primo set point sul 5-6. Cinà lo annulla, ma sul 6-6 il gigante USA scarica un dritto sulla seconda che non consente a Cinà di tenere in campo la replica. Risultato: contropiede di dritto, 8-6 Opelka, quinto set.

Si riparte subito con tre palle break per Cinà, che alla terza chance si prende subito il vantaggio, dimostrando di esserci a livello mentale. Il siciliano, semplicemente, alza di tantissimo il livello di gioco e crea ancora maggiori problemi a Opelka. Come sul 3-1 15-30, quando s’inventa una risposta difficilissima vicino all’incrocio delle righe che gli vale altre due chance di allungo ulteriore. E anche sul 3-2, quando è l’azzurro a essere costretto ai vantaggi: a quel punto, però, sono diverse le soluzioni che s’inventa, compreso il lungolinea del 4-2. Sembra tutto in discesa ora, ma Opelka inizia a giocare a braccio più che sciolto: sul 5-4 si guadagna lo 0-40, ma con due ace e una palla corta difficilissima Cinà recupera tutto e poi si guadagna il primo match point col dritto dentro al campo. E poi, alla fine, alza le braccia al cielo per aver realmente vinto una partita splendida.

Non così tanti gli ace di Opelka (14), controbilanciati però dal 76% di punti vinti con la prima (visto che non è tanto facile anche quando la si prende). L’importante, per Cinà, è il dato sulla seconda: 75% contro 58% di punti vinti. Il tutto unito a un ulteriore discorso: 33-23 contro 57-80 in fatto di vincenti-errori gratuiti. Il tutto per una prima che ha dello storico: il palermitano è il secondo più giovane italiano, dopo Jannik Sinner, a vincere una partita in uno Slam.

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