Roland Garros

Casper Ruud: “Pensavo anche a Sinner e Alcaraz in Australia. Ho avuto una specie di colpo di calore”

Federico Rossini

Pubblicato

il

Casper Ruud / LaPresse

Tanti i rischi corsi da Casper Ruud nel suo match di primo turno contro il russo Roman Safiullin. Il norvegese, vicinissimo a chiudere i tre set, si è ritrovato vittima di un colpo di calore dovuto alle temperature alte presenti in questi giorni a Parigi. Un tema, questo, del quale si è dibattuto e si dibatterà ancora, ma intanto Ruud è riuscito a vincere al quinto set dopo una partita decisamente poco convenzionale.

Dopo aver sottolineato che problemi simili li ha avuti Safiullin: “Come sappiamo, c’è una vampata di caldo al momento, e questo può causare un po’ di problemi. Ho avuto una specie di colpo di calore. Ho sperimentato una cosa simile alcuni anni fa a Washington, quando mi sono dovuto ritirare nel terzo set per quel motivo. Quella è l’unica volta in cui mi sono sentito come oggi nel quarto set, quando mi sono sentito, a tratti, con le vertigini e molto stanco, camminavo per il campo quasi come uno zombie. Fortunatamente ero avanti due set a uno e ho concesso a me stesso di abbassare un pochino l’intensità per far scendere i battiti e la temperatura corporea il più possibile, per vedere se c’erano chance di finire nel quinto e avere energia in più. Fortunatamente ha funzionato“.

Ancora a seguire, raccontando la questione nei dettagli: “Tutto è iniziato a metà terzo set, quando ho fatto il break sul 3-1. Ho iniziato a sentire qualcosa di simile ai crampi nei polpacci. Ho pensato ‘oh cavolo, eccoci’. Quando i crampi iniziano a prenderti tenti di consumare energia e cerchi di vedere se puoi conquistare punti, un po’ di questo e un po’ di quello, perché sai che può svilupparsi e diventare sempre peggio. Può anche spostarsi dai polpacci fino alla coscia e ancora più su. Sono riuscito a ‘rubare’ alcuni giochi dal 3-1 al 5-2, e poi ci sono stati i match point. Mi sentivo ancora debole di gambe. Sul 5-3 e vantaggio per te pensi di averla in mano, ovvio. Ho servito cinque prime di fila, lui ha giocato cinque ottimi punti, ho mancato un vincente di dritto sulla palla break per lui. Questa è stata la cosa più difficile“.

Raccontando l’ulteriore seguito: “La cosa ha continuato a crescere e poi è arrivata in pieno verso il 5-5, 6-5 nel terzo. Mi sono sentito molto male per un po’. […] Poi l’ho visto chiamare il fisioterapista, e avevo perso cinque, sei, otto giochi di fila e non mi ero praticamente mosso. Quando non ti muovi per 20-30 minuti puoi consumare un po’ di energia. Ho tentato di mettermi più ghiaccio e acqua fredda addosso possibile per abbassarmi la temperatura. Quindi sì, poi sono in qualche modo ripartito nel quinto“.

E poi il pensiero anche a Sinner e Alcaraz: “Ho pensato anche a Jannik e Carlos quest’anno in Australia, quando Jannik in particolare stava soffrendo con il caldo. Poi si è rinfrescato con il tetto chiuso, ed è stato in grado di recuperare energia. Un po’ la stessa cosa di Carlos in semifinale contro Sascha (Zverev). Sembrava abbastanza ‘morto’ per un po’, nel terzo e quarto set, poi si è ripreso in qualche modo e ha vinto al quinto. Quindi sì, ci sono cose cui devi pensare là fuori, e oggi mi sono andate a favore“. Il riferimento è ovviamente a tutti gli episodi degli Australian Open, con l’italiano in grande difficoltà fisica nel terzo turno contro l’americano Eliot Spizzirri e la citata questione dello spagnolo nel penultimo atto.

Exit mobile version