Calcio
Calcio, la finale di Conference League sorride al Crystal Palace: piegato il Rayo Vallecano a Lipsia
La finale di Conference League è andata in scena alla Red Bull Arena di Lipsia, teatro di una notte storica per Crystal Palace e Rayo Vallecano. Migliaia di tifosi arrivati da Londra e Madrid colorano gli spalti in un clima di grande attesa, con un significato particolare soprattutto per gli inglesi: quella contro il Rayo è infatti l’ultima partita di Oliver Glasner sulla panchina degli Eagles, destinato a salutare il club al termine della stagione.
Entrambe le squadre hanno costruito il proprio percorso europeo contro ogni pronostico: il Palace ha eliminato lo Shakhtar Donetsk in semifinale, mentre gli spagnoli hanno avuto la meglio sullo Strasburgo, conquistando la prima finale continentale della loro storia. A spuntarla è stata la compagine inglese, grazie alla marcatura al 51′ del francese Jean-Philippe Mateta. Un risultato storico per il club.
Glasner sceglie il 3-4-3 con Henderson tra i pali, difesa composta da Riad, Lacroix e Canvot, mentre sulle corsie agiscono Muñoz e Mitchell. In mezzo al campo ci sono Wharton e Kamada, alle spalle del tridente formato da Sarr, Mateta e Pino. Il Rayo Vallecano risponde con il 4-2-3-1: Batalla in porta, Rațiu, Lejeune, Ciss e Chavarría in difesa; Valentín e Unai López davanti alla retroguardia, con De Frutos, Isi Palazón e Álvaro García a supporto di Alemão.
L’avvio è contratto e segnato da ritmi intermittenti, con le due squadre attente soprattutto a non concedere spazi. La prima occasione arriva al 10’: Wharton prolunga di testa per Muñoz, bravo a rifinire con un tocco elegante per Sarr. L’attaccante controlla e calcia con il mancino, ma la deviazione di Óscar Valentín rende semplice l’intervento di Batalla.
Il Rayo prende coraggio col passare dei minuti e risponde al 25’. Isi Palazón allarga sulla sinistra per Chavarría, che avanza e mette un pallone teso verso il centro dell’area. Riad manca l’intervento aereo e alle sue spalle Alemão tenta la girata mancina al volo senza però trovare lo specchio della porta. La partita resta spezzettata, nervosa, ricca di contrasti e cartellini gialli.
Gli spagnoli tornano a rendersi pericolosi al 39’: Rațiu sfonda sulla destra e serve De Frutos, il cui cross pesca Álvaro García nel cuore dell’area. Il numero 18 controlla e scarica all’indietro per Unai López, che conclude di prima intenzione dal limite sfiorando il palo alla destra di Henderson. Nel recupero del primo tempo il Crystal Palace costruisce la chance più nitida della frazione. Wharton disegna un cross morbido dalla trequarti per l’inserimento perfetto di Mitchell, che prende il tempo a De Frutos e colpisce di testa da posizione ravvicinata, mandando però il pallone oltre la traversa.
La svolta arriva a inizio ripresa. Al 51’ il Palace colpisce grazie a una giocata nata ancora dai piedi di Wharton, autentico motore della squadra inglese. Il centrocampista conduce centralmente fino al limite dell’area e conclude col sinistro: Batalla respinge corto e Mateta, appostato alle spalle di Ciss, si avventa sul pallone firmando l’1-0 con un facile tap-in.
Il gol galvanizza gli uomini di Glasner, che pochi minuti più tardi sfiorano il raddoppio. Al 56’ Pino calcia una punizione dal limite con grande precisione: il pallone supera la barriera e colpisce consecutivamente entrambi i pali della porta difesa da Batalla. Sulla ribattuta Riad non riesce a trovare il tap-in vincente, mentre l’azione si chiude con un fallo offensivo di Mateta su Valentín.
Il Crystal Palace continua a spingere e al 57’ va ancora vicino al secondo gol. Pino guida una ripartenza devastante, entra in area e serve Mateta al centro: il sinistro immediato dell’attaccante francese trova però la straordinaria risposta di Batalla, decisivo nel deviare in calcio d’angolo.
Nel finale il Rayo Vallecano prova a riorganizzarsi attraverso i cambi, ma fatica a ritrovare lucidità e continuità offensiva. Il Palace controlla il ritmo della gara con ordine e maturità, difendendo il vantaggio senza concedere vere occasioni agli spagnoli. Dopo il triplice fischio può partire la festa inglese: il Crystal Palace conquista il primo trofeo europeo della sua storia, regalando a Glasner un addio indimenticabile.