Calcio
Calcio femminile, nuovo capitolo della saga ‘Lione vs Barcellona’: in palio la Champions League 2026
Sarà l’Ullevaal Stadion di Oslo a fare da cornice, sabato 23 maggio, alla finale di Champions League di calcio femminile tra Barcellona e Lione, l’ennesimo capitolo di una rivalità che negli ultimi anni ha definito gli equilibri del “Pallone in rosa”. Per la quarta volta – record condiviso nella competizione – catalane e francesi si contenderanno il trofeo continentale, in una sfida che mette di fronte due filosofie vincenti, due dinastie moderne e alcune delle migliori interpreti del panorama mondiale.
Il Barcellona arriva all’appuntamento con un primato assoluto già in tasca: quella di Oslo sarà infatti la sesta finale consecutiva di Champions League per le blaugrana. Un dominio di continuità impressionante, costruito attraverso un’identità tecnica ormai riconoscibile e consolidata. Le campionesse di Spagna, reduci dalla conquista della Liga F e della Copa de la Reina, vogliono cancellare il ricordo della sconfitta dello scorso anno contro l’Arsenal a Lisbona e tornare sul tetto d’Europa per la quarta volta nella loro storia.
La squadra di Pere Romeu ha confermato anche in questa stagione tutta la propria superiorità offensiva e qualitativa. Dopo aver chiuso al primo posto la fase campionato, il Barça ha eliminato Real Madrid e Bayern Monaco nella fase a eliminazione diretta, ribadendo la propria capacità di dominare il gioco e gestire i momenti chiave delle partite. Fondamentale, in vista della finale, il recupero di Aitana Bonmatí, tornata dopo l’infortunio, così come resta da valutare la condizione di Caroline Graham Hansen, alle prese con un problema alla coscia ma desiderosa di disputare e vincere una finale nella sua Oslo. Grande attenzione anche su Ewa Pajor: la polacca, capocannoniera ex aequo della competizione, inseguirà il primo trionfo europeo dopo cinque finali perse in carriera.
Dall’altra parte ci sarà un OL che continua a rappresentare il punto di riferimento storico del calcio femminile europeo. Per il club francese quella di Oslo sarà la dodicesima finale di Champions League dal 2010 a oggi, un dato che certifica una supremazia costruita nel tempo e ancora viva. Le francesi inseguono il nono titolo continentale, cinque in più rispetto a qualsiasi altra squadra.
Il percorso verso la finale ha confermato il carattere della formazione lionese. Nei quarti di finale è servita una rimonta di grande personalità contro il Wolfsburg, mentre in semifinale è arrivata la rivincita contro l’Arsenal, la squadra che aveva eliminato l’OL nella scorsa edizione. Una risposta forte, maturata all’interno di una stagione quasi perfetta: primo posto nella regular season di Première Ligue, vittoria della Coppa di Francia e della Coppa di Lega, oltre alla qualificazione alla finale playoff del campionato.
Tra le protagoniste più attese ci sarà ancora una volta Wendie Renard, simbolo assoluto del club francese. Se dovesse scendere in campo, la capitana stabilirebbe un altro primato straordinario, avendo partecipato a tutte le finali europee disputate dall’OL. La sua leadership e la sua esperienza rappresentano uno dei principali punti di forza di una squadra che continua a coniugare talento, fisicità e mentalità vincente.
Anche il momento di forma racconta di due squadre arrivate all’atto conclusivo con grande fiducia. Il Barcellona ha vinto cinque delle ultime sei partite, compresa la finale di Copa de la Reina contro l’Atlético Madrid, battuto 3-1 a Las Palmas. Percorso quasi identico per il Lione, reduce dal travolgente 8-0 rifilato al Nantes nella semifinale playoff di Première Ligue.
Sul piano tattico, la finale promette un confronto affascinante. Il Barcellona dovrebbe affidarsi al consueto possesso palla strutturato e alla qualità del suo centrocampo con Patri Guijarro, Alexia Putellas e Bonmatí, supportate davanti dalla velocità di Salma Paralluelo e dall’istinto realizzativo di Pajor. L’OL risponderà con una squadra più verticale e fisica, guidata dalla solidità difensiva di Renard e dalla qualità offensiva di Hegerberg, Dumornay e Brand.
Pere Romeu, tecnico del Barcellona, ha sottolineato come la partita si deciderà soprattutto sui dettagli: “Nessuna delle due squadre cambierà il proprio stile di gioco per la finale. Ci conosciamo bene e saranno i piccoli dettagli a fare la differenza. Cercheremo di sfruttare al massimo i nostri punti di forza e di capitalizzare anche la più piccola debolezza dell’OL Lyonnes“.
Ed è probabilmente proprio questo il tema centrale della finale di Oslo: due squadre che si conoscono alla perfezione, accomunate dall’ambizione di dominare il calcio europeo, ma con identità differenti e campionesse capaci di indirizzare il destino della partita in qualsiasi momento.