Pallavolo
Beatrice Gardini: “Ho imparato dalle retrocessioni. Ho pensato di smettere, ora è il mio momento”
Beatrice Gardini, schiacciatrice ora di Macerata, è stata l’ospite dell’ultima puntata di Volley Night, in onda sul canale Youtube di OA Sport. La schiacciatrice di Perugia, che nella prossima stagione giocherà a Macerata, si è raccontata a 360 gradi tra passato, presente e futuro con spunti quanto mai interessanti.
La nativa di Ravenna inizia analizzando la differenza tra presente e passato: “Il mio percorso? Diciamo che me ne sto accorgendo più ora di quello che ho fatto prima rispetto a quand’ero più piccola. Prima era tutto nuovo. Ho fatto le mie prime esperienze importanti fuori casa quando avevo 14 anni. Vedevo solo tutto il bello delle tante cose che mi sono successe. Non cambierei niente ma, già dai 14 anni, sono stata sottoposta a impegni e stress che probabilmente non ero in grado di gestire completamente. All’epoca non me ne rendevo conto, ora ragiono su quello che ho fatto e penso che ogni tanto ci volesse un minimo di respiro”.
Una carriera iniziata da giovanissima, con l’aiuto della famiglia che non è mai mancato: “I miei genitori sono stati molto più coraggiosi di me. Io a 14 anni vedevo solo che facevo quello che amavo nonostante le complicazioni. Loro mi hanno sempre supportato e mi hanno permesso di inseguire i miei sogni. All’epoca era niente in confronto a quello che sto vivendo ora ed è ancora più incredibile che me lo avessero permesso. Un consiglio? Quello che ho fatto mi ha fatto crescere molto velocemente, tornassi indietro lo rifarei. Ad una ragazzina direi di farlo ma, come si sa, ogni situazione è differente”.
Tanti sacrifici che, però, hanno portato la schiacciatrice classe 2003 ai massimi livelli già da tanti anni: “Sono contenta del percorso fatto. Penso che ho collezionato 2 retrocessioni su 4 anni, ma sbagliando e provando penso di essere cresciuta. Ho preferito giocare più che avere un ruolo secondario in squadre migliori. Retrocedere pesa, ovviamente, ma sono annate che insegnano. Ora ho una maggiore consapevolezza di me e del mio gioco e sono sicura che potrò fare campionati nei quali potrò dare il mio contributo”.
Le difficoltà sono sempre dietro l’angolo: “Quello che è ho sofferto è stato il paragonarmi sempre con atlete più grandi di me. Entrando in questo mondo da giovane non ti viene spiegato che hai bisogno del tuo tempo per imparare e crescere. Nella mia testa da giovane 19enne all’esordio in serie A1 pensavo dovesse arrivare tutto e subito. Invece piano piano e soffrendo si cresce e si crea l’esperienza necessaria per affrontare le cose nel migliore dei modi. Ora sono più serena e so che forse è giunto il momento, a 23 anni, di spiccare il volo. Ho impiegato tempo per capirlo, ma sono felice di questa maturazione”.
C’è stato anche un momento nel quale la voglia di dire “basta” si stava facendo largo: “Sicuramente è stato un momento molto difficile per me. Dopo aver iniziato a giocare a 6 anni, dopo che a 14 ho preso le scelte che ho raccontato prima e ho deciso che la pallavolo sarebbe stata la mia vita, ero arrivata ad un punto nel quale ho iniziato a chiedermi se avesse senso continuare così, soffrendo. Mi sentivo impreparata alle delusioni o al mondo dei grandi. Quindi da 3 anni ho intrapreso un percorso con una mental coach e devo dire che ho fatto la scelta giusta. Ho avuto coraggio, mi sono rimboccata le maniche e sono ripartita di slancio”.
Torniamo al presente e sul campo. Con 412 punti Beatrice Gardini è la prima schiacciatrice italiana a livello di numeri: “Un risultato che mi rende felice a lato della retrocessione e sono soddisfatta del mio campionato a livello personale. Quest’anno ho toccato tanti palloni e non so se mi capiterà ancora. Sono molto perfezionista e non mi fermo troppo a pensare a quello che ho fatto. So che si può fare meglio, ma sto imparando anche che devo fermarmi un attimo, analizzare quello di buono che faccio e non darlo per scontato”.
Nella prossima stagione sarà Macerata la nuova casa della romagnola: “Ho tremato un po’ perchè ho iniziato a sentire Macerata un po’ prima della fine del campionato. Una cosa che di solito non faccio. Quest’anno ero molto contenta della chiamata. Si tratta di una squadra ordinata ed è una cosa che apprezzo e cerco. Ordine e tanto lavoro dietro ogni azione come ho visto in campo. Mi hanno contattato ed ero contenta. Ho deciso prima rispetto ai miei standard. Penso sia fondamentale continuare a giocare e voglio cogliere questa opportunità. Penso di dover crescere ancora tanto e credo di aver scelto la squadra ideale per me”.
Obiettivi di questa estate? “Spero sia il più impegnata possibile”.
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